Autore Topic: Codice deontologico per il collezionista di stilografiche  (Letto 10681 volte)

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Offline Gong-oh

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Re:Codice deontologico per il collezionista di stilografiche
« Risposta #60 il: Ottobre 05, 2016, 06:58:03 am »
 :set2010001: :set2010067:

Offline stefano_R

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Re:Codice deontologico per il collezionista di stilografiche
« Risposta #61 il: Ottobre 05, 2016, 08:31:54 am »
cari amici,
rileggendo gli interventi di questo topic, che ritengo veramente importante, mi è tornata alla mente una esperienza personale: nei primi anni '90 mi è stato chiesto di scrivere un articoletto per la rivista pubblicata allora (sigh..!!) dal Club Internazionale della Stilografica patrocinato ed organizzato dalla OMAS per i membri del Club, che si intitolava "Perchè si diventa collezionisti (di penne stilografiche)?" e trattava proprio di questi argomenti.
Premesso che l'articolo non aveva nessuna pretesa giornalistica né possedeva alcuna verità assoluta, piuttosto  risultava animato da una "giovanile" energia e da un disinteressato entusiasmo di un appassionato di strumenti di scrittura, dove l'oggetto iniziale, la stilografica, diventava un pretesto per poi allargare il concetto al collezionismo in generale ed alle varie motivazioni e caratteristiche  che lo alimentano.
Tutto questo per dire solo che concordo con le osservazioni di Tubi, Gong-oh, ovviamente del Boss e degli altri, offrendo la mia collaborazione, per quanto possa  servire, se riterrete di continuare sull'argomento  facendo anche io i complimenti per quanto realizzato da Pedewall, scoperto con piacere navigando nei meandri del forum.

Offline pedewall

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Re:Codice deontologico per il collezionista di stilografiche
« Risposta #62 il: Ottobre 05, 2016, 17:20:16 pm »

Mi fa piacere che questo argomento sia stato ripreso sperando che si possa arrivare a qualcosa di completo.

Ritengo che l'approccio a tale argomentazione sia almeno duplice (escludendo naturalmente l'aspetto puramente commerciale; compro e rivendo per guadagnarci o perchè quella penna la ho doppia, tripla etc. tutto perfettamente lecito, ma in questo caso lo scopo non è quello atteso): portato avanti da collezionisti che badano all'oggetto non in quanto tale, ma come un mezzo che sia utile per ricerche (storiche o di prodotto), paragoni, fare una ricognizione di quanto realizzato negli anni etc. da tramandare - se ritenuto necessario -  ai posteri, oppure da altri che trovano piacere nel ripristino, utilizzo e miglioramento di quanto collezionato.

Offline turin-pens

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Re:Codice deontologico per il collezionista di stilografiche
« Risposta #63 il: Luglio 09, 2019, 18:24:01 pm »
A distanza di molto tempo, riporto in auge questo topic, estrapolando e aggiornando nel contempo i 10 punti originali più uno l'undicesimo che venne segnalato da Eric.

Ecco qui il sunto:

Codice Deontologico del Collezionista di Stilografiche

M.A.R.R.S. Metodi Accettati di Ripristino-Restauro delle Stilografiche

1.  La penna stilografica non è un'opera d'arte realizzata in un pezzo unico, ma un prodotto industriale concepito per essere replicato anche in migliaia di esemplari; ma se non ha avuto successo di vendita potrebbero essere ben pochi gli esemplari esistenti.

2.    La conoscenza delle caratteristiche originarie della penna da riparare/restaurare sono       basilari per un intervento corretto sull’oggetto.

3.   Un metodo di restauro non in sintonia con le caratteristiche originali della stilografica, non deve essere eseguito anche se rende la penna funzionante.

4.   Nel restauro si deve dare prevalenza a ricambi originali. Qualora ciò non fosse possibile, la ricostruzione deve prevedere esclusivamente l’utilizzo di materiali/componenti e tecnologie coerenti a quello del pezzo da ricostruire e al periodo storico della penna o della parte.

5.   In linea di principio ogni restauro dovrebbe essere reversibile, fatto salvo per le eventuali ricostruzioni di componenti strutturali della penna, il cui disassemblaggio ne comprometterebbe l’integrità.

6.   Un sistema di riempimento deve essere sostituito solamente con altro uguale.

7.   Il pennino non deve essere modificato rispetto alla sua forma, gradazione  e dimensioni originarie.

8.   Ricoloriture od esaltazioni del colore mediante pigmenti, vernici od altro non sono ammissibili, ovvero lucidature ottenute con metodi non coerenti con l’epoca di costruzione
dell’oggetto. Il placcare con nuovo oro le finiture utilizzando metodi moderni non è fatto per fini collezionistici ma per fini protettivi.

9.   Operare tenendo presente che l’oggetto sul quale si lavora è d’epoca e, comunque anche se poco usato, soggetto ad un naturale invecchiamento/usura; ogni tentativo di farlo apparire come nuovo od inusato non è coerente con lo spirito del collezionismo.

10.   Il sottacere eventuali restauri apportati, in occasione di mostre, penshow od altro, non è in sintonia con lo spirito del collezionismo.

11. Una penna è un oggetto che serve a scrivere, qualsiasi intervento proporzionato che serva a riportarla all'uso originario è giustificato.

Direi che a distanza di anni, si possa riprendere il filo del discorso da questi 10 + 1 punti e vedere come evolve la questione.

Offline Gong-oh

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Re:Codice deontologico per il collezionista di stilografiche
« Risposta #64 il: Luglio 15, 2019, 00:09:10 am »
Quell'aggettivo "proporzionato" farebbe invidia al Cardinale Richelieu.
L'undicesimo comandamento smentisce di fatto i precedenti dieci, ma "proporzionato" è un'escamotage che neppure al Parlamento Europeo saprebbero trovare.
 :set2010067:

Offline stefano_R

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Re:Codice deontologico per il collezionista di stilografiche
« Risposta #65 il: Luglio 15, 2019, 08:18:20 am »
...infatti lascia una "tolleranza" agli interventi che definirei ...sproporzionata

Offline turin-pens

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Re:Codice deontologico per il collezionista di stilografiche
« Risposta #66 il: Luglio 16, 2019, 12:20:50 pm »
Infatti ho specificato 10 + 1 perché anche secondo me, l'ultimo punto andrebbe rivisto e per farlo, come fu per l'inizio, servirebbe la partecipazione di quanti più iscritti possibile.

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