Autore Topic: un saluto  (Letto 240 volte)

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Offline francesco alberti

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un saluto
« il: Maggio 06, 2020, 10:16:29 am »
Buongiorno, grazie a tutti per l'ospitalità!

Sono francesco, milanese, insegnante e innamorato tradito e deluso delle penne Omas (e forse stupidamente non rassegnato) . Non sono ancora riuscito a trovare il pulsante per scrivere in coda ad una conversazione attiva, ma spero di farcela!

Con molte grazie e tanti auguri per questo periodo difficile!

francesco



Offline greciacret

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Re:un saluto
« Risposta #1 il: Maggio 06, 2020, 13:05:53 pm »
Buongiorno Francesco, benvenuto !
Qui c'è una conversazione attiva sulle Omas: http://www.pennamania.it/forum/index.php?topic=8988.0;topicseen

Online Giuseppe Tubi

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Re:un saluto
« Risposta #2 il: Maggio 06, 2020, 14:27:08 pm »
Ciao Francesco,
per partecipare ad una conversazione devi cliccare su "RISPONDI" in basso, prima voce a destra, dell'ultimo commento; per riferirti ad uno specifico post, che verrà riportato prima del tuo commento, clicca su "CITAZIONE" in alto all'estrema destra del commento al quale vuoi riferirti.

La OMAS ha tradito molti appassionati con una politica che sin dagli anni '80 ha posto la qualità molto in basso nei parametri della sua produzione: la "resina vegetale" oltre a non brillare per le qualità estetiche, si è rivelato un materiale instabile: anelli del cappuccio che si allentano, accoppiamenti corpo/cappuccio che si incastrano più che avvitarsi; non si contano poi le guide stantuffo che si sono sgranate, complice un dimensionamento decisamente sottostimato. Eppure le penne erano proposte a prezzi tutt'altro che economici facendo leva sul glorioso passato della casa bolognese. Ci sono state, è giusto ammetterlo, anche produzioni di qualità, come la serie in celluloide del 1992, venduta però ad un prezzo esorbitante e non priva neppure questa di problemi: chiedere ai possessori delle penne blu madreperlato, che si sono visti lentamente virare il colore verso il fucsia prima che si compisse l'alterazione del materiale con sgretolamento finale.
E' stato triste l'epilogo della storia di OMAS: negli ultimi anni passata da una proprietà ad un'altra, sempre con l'obiettivo di spremere gli ultimi rimasugli di credibilità del marchio, sino a quando l'ultimo acquirente ha tenuto la proprietà del nome e chiuso definitivamente la produzione o ciò che ne era restato.
Chi volesse provare la soddisfazione e l'emozione di possedere ed utilizzare una OMAS di quelle che hanno reso il marchio italiano un riferimento sia per qualità che per estetica, dovrebbe acquistare una Lucens od una Extra Lucens: Sono penne purtroppo molto quotate sul mercato collezionistico, però se non si ha fretta e ci si accontenta di un modello nero (che comunque ha il corpo semitrasparente ed è elegantissima) si può riuscire a trovarla ad un costo non esorbitante: sono penne belle, affidabili una volta fatta una manutenzione non particolarmente complessa, e soprattutto dotate di ottimi pennini, decisamente imparagonabili rispetto ai Bock adottati nella produzione moderna.

Offline stefano_R

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Re:un saluto
« Risposta #3 il: Maggio 06, 2020, 17:16:07 pm »
concordo in tutto e per tutto con quanto ha scritto il nostro Tubi, allego solo una foto per completezza di informazione su una Extra Lucens di  mia proprietà, non senza una lacrimuccia.....

Offline Gong-oh

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Re:un saluto
« Risposta #4 il: Maggio 07, 2020, 09:35:20 am »
Benvenuto Francesco,

grazie per aver scovato questo forum e grazie per esserti unito a noi.

Mi permetto di darti un consiglio: tutto ciò che hai in animo di esprimere, esprimilo; tutto ciò che avresti voluto sapere sul.. stilografico e non hai mai osato chiedere, chiedilo.
Perché come scrisse in in recente topic l'esimio prof. Tubi, ciò che conta è la curiosità.
Qui ci si mette in gioco, qui ci si prende in giro, ma sempre da amici, che si rispettano, si stimano e si vogliono bene.
Non ci sarà mai e ripeto MAI nessuno che ti dira: Che domanda stupida hai fatto.

Online pedewall

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Re:un saluto
« Risposta #5 il: Maggio 12, 2020, 11:06:31 am »

Benvenuto Francesco

Offline francesco alberti

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Re:un saluto
« Risposta #6 il: Maggio 21, 2020, 01:15:58 am »
Benvenuto Francesco,

grazie per aver scovato questo forum e grazie per esserti unito a noi.

Mi permetto di darti un consiglio: tutto ciò che hai in animo di esprimere, esprimilo; tutto ciò che avresti voluto sapere sul.. stilografico e non hai mai osato chiedere, chiedilo.
Perché come scrisse in in recente topic l'esimio prof. Tubi, ciò che conta è la curiosità.
Qui ci si mette in gioco, qui ci si prende in giro, ma sempre da amici, che si rispettano, si stimano e si vogliono bene.
Non ci sarà mai e ripeto MAI nessuno che ti dira: Che domanda stupida hai fatto.
grazie infinite per questo benvenuto!

Offline francesco alberti

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Re:un saluto
« Risposta #7 il: Maggio 21, 2020, 01:17:34 am »

Offline francesco alberti

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Re:un saluto
« Risposta #8 il: Maggio 21, 2020, 01:19:35 am »
Ciao Francesco,
per partecipare ad una conversazione devi cliccare su "RISPONDI" in basso, prima voce a destra, dell'ultimo commento; per riferirti ad uno specifico post, che verrà riportato prima del tuo commento, clicca su "CITAZIONE" in alto all'estrema destra del commento al quale vuoi riferirti.

La OMAS ha tradito molti appassionati con una politica che sin dagli anni '80 ha posto la qualità molto in basso nei parametri della sua produzione: la "resina vegetale" oltre a non brillare per le qualità estetiche, si è rivelato un materiale instabile: anelli del cappuccio che si allentano, accoppiamenti corpo/cappuccio che si incastrano più che avvitarsi; non si contano poi le guide stantuffo che si sono sgranate, complice un dimensionamento decisamente sottostimato. Eppure le penne erano proposte a prezzi tutt'altro che economici facendo leva sul glorioso passato della casa bolognese. Ci sono state, è giusto ammetterlo, anche produzioni di qualità, come la serie in celluloide del 1992, venduta però ad un prezzo esorbitante e non priva neppure questa di problemi: chiedere ai possessori delle penne blu madreperlato, che si sono visti lentamente virare il colore verso il fucsia prima che si compisse l'alterazione del materiale con sgretolamento finale.
E' stato triste l'epilogo della storia di OMAS: negli ultimi anni passata da una proprietà ad un'altra, sempre con l'obiettivo di spremere gli ultimi rimasugli di credibilità del marchio, sino a quando l'ultimo acquirente ha tenuto la proprietà del nome e chiuso definitivamente la produzione o ciò che ne era restato.
Chi volesse provare la soddisfazione e l'emozione di possedere ed utilizzare una OMAS di quelle che hanno reso il marchio italiano un riferimento sia per qualità che per estetica, dovrebbe acquistare una Lucens od una Extra Lucens: Sono penne purtroppo molto quotate sul mercato collezionistico, però se non si ha fretta e ci si accontenta di un modello nero (che comunque ha il corpo semitrasparente ed è elegantissima) si può riuscire a trovarla ad un costo non esorbitante: sono penne belle, affidabili una volta fatta una manutenzione non particolarmente complessa, e soprattutto dotate di ottimi pennini, decisamente imparagonabili rispetto ai Bock adottati nella produzione moderna.

Che tristezza! Questo significa anche che ammesso di trovare un buon riparatore, non vale nemmeno la pena farle mettere a posto perché sono destinate a rompersi un’altra volta?

Offline francesco alberti

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Re:un saluto
« Risposta #9 il: Maggio 21, 2020, 11:07:02 am »
Ciao Francesco,
per partecipare ad una conversazione devi cliccare su "RISPONDI" in basso, prima voce a destra, dell'ultimo commento; per riferirti ad uno specifico post, che verrà riportato prima del tuo commento, clicca su "CITAZIONE" in alto all'estrema destra del commento al quale vuoi riferirti.

La OMAS ha tradito molti appassionati con una politica che sin dagli anni '80 ha posto la qualità molto in basso nei parametri della sua produzione: la "resina vegetale" oltre a non brillare per le qualità estetiche, si è rivelato un materiale instabile: anelli del cappuccio che si allentano, accoppiamenti corpo/cappuccio che si incastrano più che avvitarsi; non si contano poi le guide stantuffo che si sono sgranate, complice un dimensionamento decisamente sottostimato. Eppure le penne erano proposte a prezzi tutt'altro che economici facendo leva sul glorioso passato della casa bolognese. Ci sono state, è giusto ammetterlo, anche produzioni di qualità, come la serie in celluloide del 1992, venduta però ad un prezzo esorbitante e non priva neppure questa di problemi: chiedere ai possessori delle penne blu madreperlato, che si sono visti lentamente virare il colore verso il fucsia prima che si compisse l'alterazione del materiale con sgretolamento finale.
E' stato triste l'epilogo della storia di OMAS: negli ultimi anni passata da una proprietà ad un'altra, sempre con l'obiettivo di spremere gli ultimi rimasugli di credibilità del marchio, sino a quando l'ultimo acquirente ha tenuto la proprietà del nome e chiuso definitivamente la produzione o ciò che ne era restato.
Chi volesse provare la soddisfazione e l'emozione di possedere ed utilizzare una OMAS di quelle che hanno reso il marchio italiano un riferimento sia per qualità che per estetica, dovrebbe acquistare una Lucens od una Extra Lucens: Sono penne purtroppo molto quotate sul mercato collezionistico, però se non si ha fretta e ci si accontenta di un modello nero (che comunque ha il corpo semitrasparente ed è elegantissima) si può riuscire a trovarla ad un costo non esorbitante: sono penne belle, affidabili una volta fatta una manutenzione non particolarmente complessa, e soprattutto dotate di ottimi pennini, decisamente imparagonabili rispetto ai Bock adottati nella produzione moderna.

Grazie inifinite Gian Paolo!

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