Autore Topic: L'Alta Fedeltà del suono e la macchina ben suonante.  (Letto 2457 volte)

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Offline pedewall

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Re:L'Alta Fedeltà del suono e la macchina ben suonante.
« Risposta #30 il: Giugno 05, 2020, 23:11:37 pm »

Chiavetta USB, lettore CD, collegamento bluethoot da cellulare o similare.
Quindi in ogni caso siete costretti ad ascoltare musica utilizzando un supporto digitale.

Penso che la qualità audio di quello che ascoltate in auto sia inferiore a quella che percepite a casa, la musica è la stessa, ma non è la stessa. Molto limitata la possibilità di intervenire sugli apparecchi usati (lettore CD o DAC) se anche ce ne fossero disponibili di migliori rispetto a quelli in dotazione sull’auto o sul tele. Trascuro il fatto che si utilizzi spesso lo stesso CD ascoltato a casa (paura di rovinarlo) che non suona mai allo stesso modo come si sentiva a casa e ci si arrabbia.
Quindi cosa cambia oltre l’ambiente, statico e molto curato acusticamente quello di casa, dinamico e fono assorbente a bassa velocità quello dell’auto: cambia solo la qualità audio del supporto sonoro. Esso deve essere ai massimi livelli possibili, mai mp3 anche se a 320KB/s, ed inciso (passatemi il termine) sempre su memoria molto veloce nel trasferimento dei dati che non diventi un collo di bottiglia in uscita.
Diventa fondamentale soprattutto in auto, ma non solo in auto, che l’audio digitale che si ascolta provenga da una “incisione” la cui qualità sia ai massimi livelli possibili.

Ho in auto integrato, un lettore CD (che non uso quasi mai) ed un lettore DAC che legge schede SDHC (non micro, troppo lente), schede sulle quali trasferisco i file audio in formato flac HD; con una scheda da 16GB ho musica per un giorno e sono intercambiabili. Non dico che sento la musica come a casa, ma mi ci avvicino.

La musica digitale ha ancora cammino da fare per avere una qualità sonora pari all’analogico, ma la comodità e flessibilità di utilizzo del digitale è impagabile e non penso la si debba sempre tacciare di “si sente male” che non sempre è vero.

Online Giuseppe Tubi

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Re:L'Alta Fedeltà del suono e la macchina ben suonante.
« Risposta #31 il: Giugno 06, 2020, 14:07:21 pm »
La musica in auto non può essere considerata Hi-Fi, e anche se in diversi casi il risultato può essere molto soddisfacente, non può essere raggiunta la qualità di un buon impianto domestico per svariati motivi: dalla qualità dei componenti che paga in primis esigenze di spazio (una portiera non è progettata per fare la cassa armonica) e poi una corrente di alimentazione "imposta" a 12 V. Credo che se qualcuno misurasse il livello di distorsione di un buon impianto da auto, abituati agli 0,000... ci sarebbe da inorridire, anche se poi l'orecchio la distorsione inizia a percepirla quando supera qualche unità. Aggiungiamo a tutto questo che la posizione degli altoparlanti non può essere quella ideale, perché si è seduti asimmetrici rispetto a questi; inoltre quasi sempre il suono ci arriva lateralmente e da dietro.
Per contro però l'abitato di un auto è molto più fonoassorbente ed ovattato di quello domestico e la artificio della musica che arriva anche dal dietro, può dare in alcuni casi effetti molto gradevoli.
Tutto questo per dire che a mio parere i limiti che le attuali sorgenti disponibili (sempre che non si ecceda col livello di compressione) possono avere l'uno rispetto all'altro, tendono ad essere piuttosto ininfluenti rispetto ai limiti dell'intera catena di un impianto da auto.
Il paragone che trovo più calzante può essere quello dell'ascolto in cuffia: In casa comodamente seduti con in testa una cuffia di qualità collegata all'impianto domestico... ci si sente coccolati! Però, siamo onesti, chi non rimasto sorpreso per la qualità (o meglio, la gradevolezza) del suono riprodotto da un semplice telefonino con due auricolari di livello decoroso, magari pure bluetooth?

Offline pedewall

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Re:L'Alta Fedeltà del suono e la macchina ben suonante.
« Risposta #32 il: Giugno 07, 2020, 20:28:29 pm »

Tubi, non fare il negazionista: “La musica in auto non può essere considerata Hi-Fi…”, non è da te.

Oppure vallo a spiegare a tutti quelli che si fanno mettere in auto sinto CD con frontalino con VU meter azur e doppio ampli finale della McIntosh con altoparlanti costruiti apposta per la loro auto che so, dalla Kef o dalla B&W e spendono una fortuna per averli mettendosi in fila dal migliore installatore.

Solo i suoni medi ed alti sono diretti e se ne percepisce la provenienza, infatti nelle moderne autovetture questi altoparlanti sono situati nei montanti laterali del parabrezza e la ricostruzione spaziale della musica (non in altezza e profondità) viene fedelmente riprodotta. Anche nelle portiere posteriori gli altoparlanti dei medi e degli acuti sono situati in alto, in basso solo altoparlanti per le tonalità medio basse che sono omnidirezionali.

Quando ascolti la musica in casa o ti siedi al vertice del triangolo che ha gli altri due angoli rappresentati dalle due casse acustiche, oppure hai lo stesso problema della auto che ascolti in posizione decentrata. Che dire poi della musica riprodotta con 5+1 canali al centro dei quali ti dovresti posizionare?

Non sono un tecnico e poco ne capisco, ma una qualsiasi auto diesel ha una batteria di 80-100 Ampere che fornisce energia a 12 volt.
Ma quando mai riusciamo ad avere a casa energia elettrica a 220 volt capace di erogare 80ampere per più di 1 secondo? E sappiamo bene che il problema limitante degli apparecchi audio domestici è lo amperaggio, infatti sono dotati di vistosi e sovradimensionati trasformatori anche toroidali.
Comunque nelle riviste specializzate di car audio, le misure che cerchi sulla distorsione si possono trovare.

In ogni caso, se penso che non potrò sentire bene la musica in auto, cercherò di dotarmi di una sorgente audio, la musica, qualitativamente al disopra di ogni sospetto, sarà sempre migliore di qualsiasi streaming digitale in abbonamento.

Online Giuseppe Tubi

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Re:L'Alta Fedeltà del suono e la macchina ben suonante.
« Risposta #33 il: Giugno 08, 2020, 13:39:05 pm »
Paolo, non faccio il negazionista: è così. Tu prendi solo un parametro HiFi: il rapporto segnale/rumore. Come puoi pensare di avere un valore accettabile con un motore, delle gomme che rotolano ed il fruscio del vento.
Quelli che spendono somme astronomiche per un impianto in auto sono folli: intendiamoci, folli a nostro modo lo siamo tutti e noi collezionisti di penne non possiamo proprio parlare di sobrietà.
Mi ricordo che anni addietro vidi un servizio su una specie di raduno di questi fanatici nel quale ripresero un'auto sulla quale i tergicristalli rimbalzavano sul parabrezza per la pressione sonora generata all'interno dell'abitacolo!.
E comunque i 12V sono un limite quando si deve alimentare un aggeggio da più di 100W per canale: quindi si devono cercare artifici per aumentare la tensione, a spese però dell'amperaggio; alcuni cercano di tamponare il problema aggiungendo ulteriori batterie (!!!). C'è poi che rinuncia al bagagliaio per trasformarlo in una cassa acustica, ma è innegabile che si sia persa la strada di casa: non si può più parlare più un'auto con l'accessorio di un impianto acustico, ma di un impianto acustico che ha un'auto per accessorio.
Lo ripeto: sono convinto che non sia difficile avere in auto un suono in grado di soddisfare anche palati fini: però non si può dimenticare che il contesto impone dei compromessi e che l'HiFi vera è una cosa seria.

Offline stefano_R

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Re:L'Alta Fedeltà del suono e la macchina ben suonante.
« Risposta #34 il: Giugno 09, 2020, 08:28:00 am »
..tra negazionismo e terrapiattismo...mi sono un pò incartato....
Credo che in entrambi gli interventi di Pedewall e Tubi ci siano cose innegabili, condivisibili e supportate da valutazioni tecniche di primissima qualità....allora non volendo né potendo inserirmi con altrettanta precisione, provo a smorzare i toni......
Tutto vero, ma alla fine qualunque strumento di rilevazione o qualsiasi ragionamento logico e progettuale non potranno mai convincermi della piacevolezza, della gradevolezza e della emozione di chiudere gli occhi comodamente seduto ed ascoltare la mia musica preferita, diffusa dall'impianto che le situazioni (economiche, ambientali, logistiche..) mi hanno fatto scegliere come compagno fedele della mia casa. Poiché chiudere gli occhi in macchina non è consigliabile e tranne in alcuni casi rari ed occasionali non credo si passino ore ed ore in strada, allora accettiamo il compromesso di una qualità inferiore in auto, in ogni caso  interrotta dalla sosta al casello, dall'autogrill, dalle notizie, dalle persone con te che parlano ecc.... e cerchiamo di vedere l'hardware come un mezzo per percepire il software (i dischi e la musica) in armonia.....

Offline pedewall

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Re:L'Alta Fedeltà del suono e la macchina ben suonante.
« Risposta #35 il: Giugno 09, 2020, 09:55:17 am »
Bravo Stefano, sei riuscito a centrare con poche parole quello che cercavo di dire con troppe.

Quando ho iniziato a scrivere su questo argomento, volevo solo segnalare che la musica digitale, grazie ad alcuni appassionati, non certo alle case produttrici, ha fatto passi da gigante e diviene anche musicale, fatto da cui si può trarre vantaggio in diverse occasioni.
Ho inteso, forse sbagliando, un netto rifiuto, ciò che è digitale è inascoltabile.

L’esempio dell’auto serviva solo ad ammettere che, volenti o nolenti, in auto si è costretti ad ascoltare musica digitale.
Ma in auto anche le Sonate di Beethoven suonate al piano da Maurizio Pollini sono inascoltabili, ma non dipende certo dal formato del supporto, ma dal tipo di musica rapportata all’ambiente. Anche il Vs migliore impianto stereo se avete un vicino che esegue pesanti lavori di ristrutturazione diventa poco ascoltabile, ma non dipende dalla musica o dall’impianto. Ci si accontenta e si ascolta con le cuffie.

Insomma non esiste solo tutto nero o tutto bianco. 


Offline stefano_R

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Re:L'Alta Fedeltà del suono e la macchina ben suonante.
« Risposta #36 il: Giugno 09, 2020, 10:14:33 am »
Bravo Stefano, sei riuscito a centrare con poche parole quello che cercavo di dire con troppe.

Quando ho iniziato a scrivere su questo argomento, volevo solo segnalare che la musica digitale, grazie ad alcuni appassionati, non certo alle case produttrici, ha fatto passi da gigante e diviene anche musicale, fatto da cui si può trarre vantaggio in diverse occasioni.
Ho inteso, forse sbagliando, un netto rifiuto, ciò che è digitale è inascoltabile.

L’esempio dell’auto serviva solo ad ammettere che, volenti o nolenti, in auto si è costretti ad ascoltare musica digitale.
Ma in auto anche le Sonate di Beethoven suonate al piano da Maurizio Pollini sono inascoltabili, ma non dipende certo dal formato del supporto, ma dal tipo di musica rapportata all’ambiente. Anche il Vs migliore impianto stereo se avete un vicino che esegue pesanti lavori di ristrutturazione diventa poco ascoltabile, ma non dipende dalla musica o dall’impianto. Ci si accontenta e si ascolta con le cuffie.

Insomma non esiste solo tutto nero o tutto bianco.

in effetti....ho sempre apprezzato il cartoncino Kodak grigio medio..... ed Ansel Adams...che per gli appassionati di fotografia......

Online Giuseppe Tubi

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Re:L'Alta Fedeltà del suono e la macchina ben suonante.
« Risposta #37 il: Giugno 09, 2020, 15:09:12 pm »
Se in ciò che ho scritto ho lasciato intendere una messa al bando della musica digitale, me ne scuso. Anche se, avendo scritto cose come questa, mi sembrava evidente che il mio pensiero non fosse quello: "Però, siamo onesti, chi non rimasto sorpreso per la qualità (o meglio, la gradevolezza) del suono riprodotto da un semplice telefonino con due auricolari di livello decoroso, magari pure bluetooth?"
Ve ne dico un'altra: lo vedete il trabiccolo fotografato in questo post? E' il T-AMP un'amplificatore digitale (classe T) che ormai parecchi anni fa si trovava in rete ad una quarantina di euro. Le dimensioni le potete dedurre dalla Capless posata vicino; aggiungo che pesa 174 Grammi e che come si può vedere può essere alimentato con 8 pile stilo per un totale di 12 Volt, anche se il meglio di se lo da con un alimentatore esterno un pò più sostenuto nell'amperaggio. Il vano batterie occupa circa la metà del volume, di conseguenza potete immaginarvi cosa possa essere la circuitazione all'interno. Ebbene, dovreste provare ad ascoltarlo. Probabilmente in rete si troveranno ancora recensioni di questo aggeggio: se ne avete voglia leggetene qualcuna, cercando le più oggettive.
Vi assicuro che ciò che è in grado di fare ha dell'incredibile. Provate poi, per curiosità, a digitare su Ebay "amplificatore stereo digitale": vedrete che, p. es., con meno di 70 € vi potete far arrivare a casa un amplificatore da 2X150W.
Nessuno stupore: sono la generazione che equipaggia la sezione audio degli apparecchi di oggi; dai telefonini, ai PC, ai televisori e che sono il cuore dei vari sistemi di amplificazione da collegare al computer piuttosto che alla TV. Hanno un rendimento altissimo, quindi non scaldano, consumano poca corrente e soprattutto costano una bazzeccola.
Conosco più di un appassionato audiofilo che ha speso una fortuna in alta fedeltà e che oggi, sicuramente complici pigrizia e praticità, ascolta la musica dal PC, dotato di un sistema audio tipo quelli sopra citati. Come si potrebbe dire che suonano male, se il minuscolo T-AMP delle foto è in grado di mettere in crisi chiunque lo ascolti ed abbia sacrificato fior di stipendi nel suo impianto? Chi potrebbe essere tanto pazzo da criticare la resa acustica di un telefonino con due auricolari se per anni ed anni ha ascoltato le musicassette con un Walkman che suonava infinitamente peggio? L'audio digitale è incredibile e consente cose incredibili: in un francobollo di plastica può essere raccolta tutta la discografia dei Beatles che può essere ascoltato con qualcosa i cui ingombri e peso sono in massima parte dovuti alla batteria che l'alimenta. Però non si può pensare che un parente del T-AMP possa farsi beffe di un Audio Research valvolare; e se così ci sembrasse vorrebbe dire che il nostro orecchio è decisamente poco affinato.
Quello che io sostengo è che però occorre prudenza nel collocare la musica digitale (e non parlo del CD) nell'olimpo dell'HiFi: a mio avviso il digitale contiene una certa percentuale d'inganno: l'inganno di mascherare come pregi alcuni difetti: gradevolezza e rigore non sono sinonimi e ciò che risulta appagante ed ammaliante può, dopo una lunga seduta d'ascolto, risultare faticoso. D'altra parte il nostro orecchio è analogico, quindi affinché un suono possa essere da noi percepito deve essere trasformato in analogico, e le conversioni lasciano qualcosa sul campo.
Viva il digitale quindi per tutti gli utilizzi un poco più "profani", dove i suoi pregi superano di gran lunga i suoi limiti: in auto non si può essere totalmente concentrati sulla musica, perché la maggiore attenzione va alla strada; lo stesso discorso vale per la televisione dove l'attenzione è suddivisa tra suono ed immagine. Accetto senza problemi anche la musica via PC, vista l'incredibile vastità della discografia disponibile. Le vette più alte però sono, almeno per adesso, dominio dell'analogico.

Online turin-pens

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« Risposta #38 il: Giugno 11, 2020, 19:25:45 pm »
Molto interessante... Dei Jethro Tull ho sempre amato Aqualung e Thick as a Brick

Forse lo sapete già o forse no ma il titolo Aqualung dato dai Jethro Tull, è un omaggio al complesso sistema a circuito aperto realizzato per la prima volta da Jacques-Yves Cousteau e Emile Gagnan. Quello che comunemente conosciamo come erogatore monostadio padre dei più recenti erogatori bistadio. Il nome dell'intero sistema autorespiratore + bombola era proprio Aqualung.
E' giusto ricordare, che sott'acqua si andava già prima dell'invenzione di Cousteau - Gagnan ma con sistemi a circuito chiuso che tra le altre cose, in versioni moderne stanno tornando di moda perché non emettono bolle e aumentano i tempi di autonomia.

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« Risposta #39 il: Giugno 11, 2020, 19:43:54 pm »
Bravo Stefano, sei riuscito a centrare con poche parole quello che cercavo di dire con troppe.

Quando ho iniziato a scrivere su questo argomento, volevo solo segnalare che la musica digitale, grazie ad alcuni appassionati, non certo alle case produttrici, ha fatto passi da gigante e diviene anche musicale, fatto da cui si può trarre vantaggio in diverse occasioni.
Ho inteso, forse sbagliando, un netto rifiuto, ciò che è digitale è inascoltabile.

L’esempio dell’auto serviva solo ad ammettere che, volenti o nolenti, in auto si è costretti ad ascoltare musica digitale.
Ma in auto anche le Sonate di Beethoven suonate al piano da Maurizio Pollini sono inascoltabili, ma non dipende certo dal formato del supporto, ma dal tipo di musica rapportata all’ambiente. Anche il Vs migliore impianto stereo se avete un vicino che esegue pesanti lavori di ristrutturazione diventa poco ascoltabile, ma non dipende dalla musica o dall’impianto. Ci si accontenta e si ascolta con le cuffie.

Insomma non esiste solo tutto nero o tutto bianco.

in effetti....ho sempre apprezzato il cartoncino Kodak grigio medio..... ed Ansel Adams...che per gli appassionati di fotografia......

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« Risposta #40 il: Giugno 12, 2020, 13:50:26 pm »
Molto interessante... Dei Jethro Tull ho sempre amato Aqualung e Thick as a Brick

Forse lo sapete già o forse no ma il titolo Aqualung dato dai Jethro Tull, è un omaggio al complesso sistema a circuito aperto realizzato per la prima volta da Jacques-Yves Cousteau e Emile Gagnan. Quello che comunemente conosciamo come erogatore monostadio padre dei più recenti erogatori bistadio. Il nome dell'intero sistema autorespiratore + bombola era proprio Aqualung.
E' giusto ricordare, che sott'acqua si andava già prima dell'invenzione di Cousteau - Gagnan ma con sistemi a circuito chiuso che tra le altre cose, in versioni moderne stanno tornando di moda perché non emettono bolle e aumentano i tempi di autonomia.
Interessante precisazione. Nella canzone dei Jethro Tull che da il titolo anche all'album, "Aqualong" è il soprannome dato ad un senzatetto sporco e pedofilo per il suo respiro affannato e rumoroso il cui rumore ricorda un autorespiratore. In realtà Aqualung è un vecchio solo, malato e sofferente di cuinessuno si preoccupa.

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