Autore Topic: I disastri della cristallizzazione - Il Caso Visconti  (Letto 3065 volte)

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Offline Marlowe

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Re:I disastri della cristallizzazione - Il Caso Visconti
« Risposta #15 il: Settembre 18, 2013, 19:34:13 pm »
La cristallizzazione in queste ultime foto e' evidentissima, ma viste le corrosioni
di clip e fascette non si sara' aggiunta come accennavo sopra, anche dell'umidita'?

Certamente le penne in questione sono rimaste chiuse per un periodo abbastanza lungo ma è anche vero che erano insieme a molte altre penne anche d'epoca e piuttosto importanti come Novum, Lucens, Duofold, Vacumatic, Lifetime, Doric etc... quindi tutte penne che vanno dalla seconda metà degli anni '20 ai primi anni '40 ma quelle non hanno patito minimamente (ne parti in celluloide ne le parti in metallo) mentre le Visconti in questione come si può vedere non esistono praticamente più e le parti in metallo sono ormai sul punto di cedere del tutto.

Una mezza idea sul perché la Ragtime è così me la sono fatta anche se onestamente non ho idea se è corretta (i dati che ho sono molto pochi) e che potrebbe centrare col metodo con cui è prodotto il tubo con cui è fatta la penna.

Prendendo spunto da una nota serie tv forse potremmo parlare di un Visconti Case?

Certamente sì!

Online turin-pens

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Re:I disastri della cristallizzazione - Il Caso Visconti
« Risposta #16 il: Settembre 19, 2013, 18:29:36 pm »
Queste sono le fotografie della terza Visconti stesso modello della prima mostrata ma invece che rossa, questa è blue lapis. Come per la precedente, anche di questa non rimane praticamente più nulla, anzi ancora meno della gemella.

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Re:I disastri della cristallizzazione - Il Caso Visconti
« Risposta #17 il: Settembre 19, 2013, 18:33:55 pm »
seconda serie

Online turin-pens

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Re:I disastri della cristallizzazione - Il Caso Visconti
« Risposta #18 il: Settembre 19, 2013, 18:37:32 pm »
terza serie

Online Giuseppe Tubi

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Re:I disastri della cristallizzazione - Il Caso Visconti
« Risposta #19 il: Settembre 19, 2013, 19:32:54 pm »
Certo che stringe il cuore vedere delle belle penne ridotte in questo stato.
Volevo fare un paio di considerazioni; la prima è che, a quanto mi sembra, le penne rosso corallo e blu lapis dovrebbero essere due Voyager della prima serie, quella senza finestra trasparente, disponibile in questi due colori. Anche la Regtime mi sembra della prima serie, quindi grossomodo coeva alle Voyager. Penne che hanno, direi, più di vent'anni.
Ricordo perfettamente che nel presentare le Voyager la Visconti dichiarò che erano state realizzate con celluloide "d'epoca" essendo loro venuti fortuitamente in possesso di una serie di barre del periodo in cui questo materiale veniva utilizzato per produrre le stilografiche. Veniva rimarcato che le Voyager erano pertanto penne realizzate con materiale e tecniche d'epoca (tornite una per una) ed anche il sistema di caricamento era quello definito "a siringa inversa" seppur rivisitato in chiave moderna. Francamente non ho elementi per dire se quanto affermato rispondesse totalmente o parzialmente a verità o se al contrario si trattasse di una mera trovata pubblicitaria; fatto sta che verrebbe da escludere categoricamente una scarsa stagionatura tra le cause dello sfacelo mostratoci da Riccardo.
Aggiungo anche che è la prima volta che apprendo che celluloide di questi due colori è stata interessata, anche in misura decisamente minore, a fenomeni di cristallizzazione. Il corallo è un colore tanto bello quanto poco diffuso e raro, ma il blu screziato, sia nelle varianti lapis propriamente detto che unito al solo bianco, si trova piuttosto spesso.
Quanto sopra mi fa persuaso (ma mi pare che anche Riccardo abbia maturato una convinzione analoga) che debba esserci stato uno o più elementi che hanno fatto da catalizzatori al fenomeno. Almeno uno sarei portato a ricercarlo nell'ambiente di conservazione; non mi risulta infatti che si sia verificata un'ecatombe di Voyager. Forse il suddetto ha dato la stura ad un'altra potenzialità latente, concausa del disastro, che non saprei dove potrebbe risiedere. Forse tensioni indotte nel corpo dalla camicia metallica? Aaaah, saperlo! diceva non-so-più-chi a "Quelli della notte".

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