Autore Topic: La siringa inversa di PILOT NAMIKI ieri ed oggi  (Letto 2648 volte)

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Offline pedewall

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La siringa inversa di PILOT NAMIKI ieri ed oggi
« il: Gennaio 21, 2016, 23:09:02 pm »

Inizialmente due pillole di storia delle penne Japan.

Ryosuke Namiki fonda nel 1918 la Namiki Manufacturing Co. Lmtd., prima lavorava alla Accademia Navale Giapponese come ingegnere capo al comando di navi mercantili, poi come professore universitario brevetta una variante al sistema di alimentazione della stilografica ed una lega di oro iridio da applicare ai pennini.
Il primo logo della Namiki non poteva che essere rappresentato dal disegno di un salvagente con all’interno una N, ma nel 1938 la società cambia denominazione diventando Pilot Pen Co. e nel logo la N viene sostituita con una P.

Nel 1937 il governo Giapponese vietò l’uso commerciale dell’oro ed invitò la popolazione a donare alla patria quello che possedevano, al fine di destinarne il ricavato agli usi bellici del paese.  Praticamente il pennino in oro di una stilo, valeva più della penna. 
Quindi tantissime penne prodotte prima del 1937 sono state private dal pennino originale. 

La più vecchia di queste penne, in celluloide anellata, arriva dagli USA e, per quanto poco ne capisca, mi sembra che il pennino sia originale del periodo, non ha alcuna numerazione e nessun marchio IJS (Industrial Japanese Standard) adottato per l’oro dagli anni 50.
Penna di misura media (mod. P-Type balance) con sistema di riempimento a siringa inversa presumibilmente prodotta tra il 1937 ed i primi anni 40.
Il feed penso non sia quello originale.

Quella moderna, di misura grande (15 cm), modelllo Custom 823 amber Demonstrator prodotta dal 2000, ha il sistema di riempimento a siringa inversa.











Offline Resvis71

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Re:La siringa inversa di PILOT NAMIKI ieri ed oggi
« Risposta #1 il: Gennaio 22, 2016, 07:45:30 am »
Stupende!
Complimenti Paolo, e grazie per lo scritto...

Offline Giuseppe Tubi

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Re:La siringa inversa di PILOT NAMIKI ieri ed oggi
« Risposta #2 il: Gennaio 22, 2016, 10:50:30 am »
Quello a siringa inversa è per me il sistema di riempimento più affascinante tra quelli utilizzati sulle stilografiche.
Purtroppo si è sempre rivelato problematico proprio in funzione della grande efficienza e se questo poteva ritenersi connesso ai limiti delle tecnologie dell'epoca in cui è stato introdotto, la fallimentare riuscita delle Visconti sulle quali il sistema è stato riproposto ha dimostrato che c'era dell'altro ad ostacolare l'affidabilità di questo meccanismo.
Immagino e spero che se Pilot lo utilizza sulle sue penne, abbia finalmente trovato la quadratura del cerchio.

Offline pedewall

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Re:La siringa inversa di PILOT NAMIKI ieri ed oggi
« Risposta #3 il: Gennaio 22, 2016, 11:53:17 am »

Grazie per le risposte.

Con quei due frammenti di storia, volevo far comprendere la rarità collezionistica della penna presentata, ma sopratutto del suo pennino che è arrivato a noi unicamente perchè deve aver trascorso gran parte della sua vita in USA.

Non ho conoscenze tecniche particolari che mi consentano di dire che "la siringa inversa" di Pilot sia ottima o pessima, posso dire che quella più vecchia con una escursione del pistone carica circa il 50%, quella recente, curiosamente priva del conduttore interno, carica anche il 75%; il pistone di quest'ultima è molto efficiente e crea una depressione notevole.
Come confronto posso dire che la Dunn a suo tempo presentata, ma è molto più grande e contiene più inchiostro, non arriva al 50% del contenuto (valore stimato).

Offline Resvis71

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Re:La siringa inversa di PILOT NAMIKI ieri ed oggi
« Risposta #4 il: Gennaio 22, 2016, 13:11:57 pm »
Qualche ipotesi sul fallimento del sistema? Ritengo anch'io che sia uno dei sistemi di caricamento più affascinanti che esistano.

Offline Giuseppe Tubi

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Re:La siringa inversa di PILOT NAMIKI ieri ed oggi
« Risposta #5 il: Gennaio 22, 2016, 15:06:56 pm »
Qualche ipotesi sul fallimento del sistema? Ritengo anch'io che sia uno dei sistemi di caricamento più affascinanti che esistano.
Il sistema a siringa inversa, oltre ad essere molto efficiente, occupa anche pochissimo volume (ci sono solo asta e diaframma), quindi è in grado di riempire praticamente tutto il corpo della penna.
Il volume dell'inchiostro, che già doveva sollecitare in modo severo il conduttore, quando si consuma viene sostituito dall'aria, che col calore della mano si dilata, genera una pressione sull'inchiostro residuo. I diffusori dell'epoca, dotati di alettature abbastanza limitate, non erano in grado di trattenere il flusso in eccesso sino a quando lo stesso fosse consumato scrivendo, con conseguenti macchie e vibrate proteste degli acquirenti.
Verosimilmente la Visconti aveva ulteriormente incrementato grazie alle tecnologie moderne (o-ring ecc.) l'efficienza del sistema, senza tuttavia migliorare sensibilmente la capacità di smorzamento del diffusore.

Offline Resvis71

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Re:La siringa inversa di PILOT NAMIKI ieri ed oggi
« Risposta #6 il: Gennaio 23, 2016, 06:40:11 am »
Qualche ipotesi sul fallimento del sistema? Ritengo anch'io che sia uno dei sistemi di caricamento più affascinanti che esistano.
Il sistema a siringa inversa, oltre ad essere molto efficiente, occupa anche pochissimo volume (ci sono solo asta e diaframma), quindi è in grado di riempire praticamente tutto il corpo della penna.
Il volume dell'inchiostro, che già doveva sollecitare in modo severo il conduttore, quando si consuma viene sostituito dall'aria, che col calore della mano si dilata, genera una pressione sull'inchiostro residuo. I diffusori dell'epoca, dotati di alettature abbastanza limitate, non erano in grado di trattenere il flusso in eccesso sino a quando lo stesso fosse consumato scrivendo, con conseguenti macchie e vibrate proteste degli acquirenti.
Verosimilmente la Visconti aveva ulteriormente incrementato grazie alle tecnologie moderne (o-ring ecc.) l'efficienza del sistema, senza tuttavia migliorare sensibilmente la capacità di smorzamento del diffusore.
Grazie Tubi. Lo stesso problema delle penne con caricamento eye drop, giusto? Tra le moderne c'è la Vac700 della TWSBI che ha il sistema di caricamento a siringa rovesciata, e non mi sembra presenti questo problema. Barbara "Fenice" la possiede e potrà dirci qualcosa a riguardo.

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Re:La siringa inversa di PILOT NAMIKI ieri ed oggi
« Risposta #7 il: Gennaio 23, 2016, 21:43:08 pm »
In realtà già la De La Rue Onoto aveva brillantemente risolto il problema delle perdite tipiche del caricamento a depressione (detto anche a siringa rovesciata o inversa), realizzando un sistema a depressione con valvola di sicurezza, così efficiente che queste penne a distanza di oltre un secolo, ancora oggi non perdono nemmeno in aeroplano, (ovviamente se revisionate e restaurate a dovere).

La Visconti Urushi, aveva il caricamento a depressione con valvola di sicurezza. In italia, invece fu nel 1935 "circa" l'Aurora a depositare un brevetto per caricamento a depressione con valvola di sicurezza che però non produsse mai, è noto infatti che l'unica penna a depressione di Aurora del periodo, fu l'Optima priva di valvola di sicurezza.

Comunque sia, il problema delle perdite, era comune a tutte le penne con serbatoi di grande capacità indipendentemente dal sistema di caricamento utilizzato, certo le penne a depressione sono le più suscettibili ma anche penne come la Montblanc 139L soffriva dello stesso problema, fu per questo e non per altro che la Montblanc produsse il suo famigerato ma ancora oggi incompreso pistone telescopico.

Offline Fenice

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Re:La siringa inversa di PILOT NAMIKI ieri ed oggi
« Risposta #8 il: Agosto 30, 2016, 06:14:32 am »
Confermo! Ho una Vac700, ma non c'è verso di farle il pieno se non hai il calamaio della Twsbi vac 20.
Il fusto viene riempito completamente ed ha un'autonomia incredibile. Prima di svuotare il serbatoio ci vogliono mesi per uno studente che prende appunti quotidiani.
Tuttavia la VAC700 ha un sacco di problemi: si è rotta la giuntura in plastica del pennino per cui è ... al momento inutilizzabile (e non sono l'unica alla quale è capitato questo increscioso "incidente").
Il peso non consente lunghe sessioni di scrittura ed è scomoda.
Unica nota positiva: scrive benissimo, il tratto è fantastico.

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Re:La siringa inversa di PILOT NAMIKI ieri ed oggi
« Risposta #9 il: Settembre 13, 2016, 16:43:13 pm »
Confermo! Ho una Vac700, ma non c'è verso di farle il pieno se non hai il calamaio della Twsbi vac 20.
Il fusto viene riempito completamente ed ha un'autonomia incredibile. Prima di svuotare il serbatoio ci vogliono mesi per uno studente che prende appunti quotidiani.
Tuttavia la VAC700 ha un sacco di problemi: si è rotta la giuntura in plastica del pennino per cui è ... al momento inutilizzabile (e non sono l'unica alla quale è capitato questo increscioso "incidente").
Il peso non consente lunghe sessioni di scrittura ed è scomoda.
Unica nota positiva: scrive benissimo, il tratto è fantastico.

Perché non mostri la Vac 700 rotta nel cassetto dei disastri? Magari salta fuori che si può fare qualcosa per farla tornare a scrivere!

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