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Saratoga medium size

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turin-pens:
Letizia sul fatto dei costi e delle possibili sinergie tra varie persone per massimizzare i costi ha fatto sicuramente centro. Io però oltre a queste considerazioni tenderei ad essere più pragmatico. È vero che quelle aziende hanno realizzato penne con la stessa celluloide ma è anche vero che erano le uniche ad avere in produzione penne trasparenti. È quindi lecito pensare che la celluloide trasparente fosse prodotta da un unica azienda specializzata e quindi obbligatoriamente tutti fossero costretti a seguire quell'unica strada.
Un esempio lampante è l'Aurora che finché non ha prodotto una penna trasparente (leggi Optima) non ha mai utilizzato quelle determinate cromie trasparenti ma nel momento in cui ha realizzato la sua penna trasparente ha fatto ricorso alle stesse celluloidi trasparenti utilizzate da tutte le altre incluse anche le celluloidi trasparenti a righe verticali utilizzate dalla Saratoga... Dunque cosa dovremmo pensare che Aurora ha prodotto le Saratoga o che Webber produsse l'Optima di Aurora? Oppure cos'altro?

Altro esempio, prendiamo la splendida celluloide platinum utilizzata tra le altre anche da Montblanc e Omas. Certamente era una celluloide molto costosa e oggi le penne platinum sono piuttosto difficili da trovare. Sappiamo anche la Montblanc è stata fondata prima della Omas dunque sarebbe lecito pensare (in senso ironico) che Montblanc realizzò le Omas platinum...

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LetiziaJac:
Forse non mi sono spiegata bene. Mi è sembrato di capire che tu non fossi d'accordo sulla paternità Omas della Saratoga, perché quella celluloide trasparente NON E' Omas, ma solo una celluloide che ANCHE Omas ha usato per le proprie penne. Io intendevo dire che è possibile che si siano formati dei "gruppi di acquisto" che hanno permesso a vari imprenditori di approvvigionarsi di celluloide costosa a prezzi più bassi. Rimango dell'opinione che i rapporti di amicizia e collaborazione che comunque esistevano all'interno della combriccola Simoni/Tibaldi/Zanini/Tantini/Verga/Vecchietti e Webber possano aver dato luogo a "commistioni" di vario genere. Non solo concorrenza, quindi, ma anche collaborazioni, scambi, interazione. Giustappunto ciò che è diventato una sorta di rompicapo oggigiorno per noi. Le Saratoga, nella fattispecie, hanno delle caratteristiche così smaccatamente bolognesi che riesce difficile pensare ad un produttore ad esempio... piemontese. Quanti produttori si potevano permettere pennini bicolori che scrivevano da ambo i lati? La coincidenza delle celluloidi, la similarità dei pennini, il fatto che siano state proposte come penne di alta qualità, associate  ai calamai e portainchiostri e pubblicizzate con dispendio di mezzi (cataloghi a colori, ben fatti e graficamente di buon livello) fanno pensare ad una politica commerciale molto vicina a quella di Simoni...ma a fronte di prove che dimostrino il contrario, sono pronta ad accettare ipotesi diverse.

mccagly:
Molto bella la penna,
interessante l'analisi che si è sviluppata successivamente,
il profumo "Tabeggiante" di Fabio lo sento anch'io.

 :set2010021:

fabbale:

--- Citazione da: LetiziaJac - Maggio 18, 2013, 19:31:18 pm ---Non so, potrei sicuramente sbagliarmi...ma leggendo le parole di Riccardo mi sono chiesta perché certe celluloidi si trovano solo in alcuni marchi e altre invece sono più diffuse... E' vero che l'esclusiva del colore non veniva concessa, e che quindi la stessa celluloide poteva essere utilizzata da vari produttori.Ma ci sarà un motivo per cui alcuni marchi tra cui Tabo,  Omas, Nettuno, e The King... e ci metto anche Tibaldi,  hanno utilizzato la stessa celluloide mentre non se ne trova traccia nelle produzioni di altri marchi e viceversa. Ecco, ho pensato che la discriminante potrebbe essere il prezzo. Sicuramente le celluloidi non avevano lo stesso costo, alcune erano più economiche, altre più costose ( meglio stagionate, lavorazioni più complesse?)e, altrettanto sicuramente, acquistando grossi quantitativi si potevano ottenere ottimi sconti... allora, allora.... Dato che l'Armando, Il Tantini e lo Zanini si conoscevano da quando erano ragazzi, ed anche L'Eugenio era della combriccola, direi, non è che magari qualche volta si possono essere messi d'accordo ed aver comperato una grossa partita di celluloide cara e preziosa spuntando un buon prezzo e se la sono poi divisa? Troppo azzardato? Sembra meno azzardato dire ad esempio che le penne le faceva tutte uno che poi le smistava nel gruppetto?  Da quel poco che ho potuto capire del mondo delle penne del passato, i rapporti personali, di conoscenza, amicizia e collaborazione sembravano andare ben oltre la concorrenza. Stiamo parlando di un tempo e di un mondo in cui ancora l'etica aveva una valenza e in cui tutti si conoscevano di persona e avevano sviluppato, chi prima, chi dopo, in un modo o nell'altro, rapporti di collaborazione commerciale...

--- Termina citazione ---

Sarò un "romantico"...ma anche a me piace pensarla cosi...il business2business in quelli anni doveva ancora venire...c'era rispetto...fratellanza...coesione.....cose che dopo la guerra ed il boom economico si sono perse fino ad arrivare all'individualismo spinto di oggi....
Forse moriremo ricchi...ma soli...
 :set2010027:

PS e poi non dite che non sono una persona seria e riflessiva ehhhhhh....

turin-pens:

--- Citazione da: LetiziaJac - Maggio 19, 2013, 19:27:22 pm ---Forse non mi sono spiegata bene. Mi è sembrato di capire che tu non fossi d'accordo sulla paternità Omas della Saratoga, perché quella celluloide trasparente NON E' Omas, ma solo una celluloide che ANCHE Omas ha usato per le proprie penne. Io intendevo dire che è possibile che si siano formati dei "gruppi di acquisto" che hanno permesso a vari imprenditori di approvvigionarsi di celluloide costosa a prezzi più bassi. Rimango dell'opinione che i rapporti di amicizia e collaborazione che comunque esistevano all'interno della combriccola Simoni/Tibaldi/Zanini/Tantini/Verga/Vecchietti e Webber possano aver dato luogo a "commistioni" di vario genere. Non solo concorrenza, quindi, ma anche collaborazioni, scambi, interazione. Giustappunto ciò che è diventato una sorta di rompicapo oggigiorno per noi. Le Saratoga, nella fattispecie, hanno delle caratteristiche così smaccatamente bolognesi che riesce difficile pensare ad un produttore ad esempio... piemontese. Quanti produttori si potevano permettere pennini bicolori che scrivevano da ambo i lati? La coincidenza delle celluloidi, la similarità dei pennini, il fatto che siano state proposte come penne di alta qualità, associate  ai calamai e portainchiostri e pubblicizzate con dispendio di mezzi (cataloghi a colori, ben fatti e graficamente di buon livello) fanno pensare ad una politica commerciale molto vicina a quella di Simoni...ma a fronte di prove che dimostrino il contrario, sono pronta ad accettare ipotesi diverse.

--- Termina citazione ---

No, intendo dire che attribuire la paternità di questa o quella marca dal colore di celluloide utilizzato è ingenuo poiché la celluloide non è mai stata prodotta dalle case produttrici di penne. C'è già il precedente delle penne The Scotland attribuite ad Omas esclusivamente perché belle; quando poi è stato ampiamente dimostrato che furono fatte dalla SAFIS già madre delle The King ma questa è ormai storia vecchia trita e ritrita.

I pennini Omas così come gli Ercolessi, i Nettuno e tanti tanti altri erano prodotti dalla Comit e questo è stato ampiamente dimostrato nelle pagine dei seguenti link.

https://www.pennamania.it/forum/index.php?topic=3534.msg33030#msg33030

Così com'è dimostrato che la Comit realizzò anche pennini per l'Aurora:

https://www.pennamania.it/forum/index.php?topic=3534.msg33455#msg33455

Ma la Comit realizzò anche i pennini per l'Itala, per la Saratoga etc...

I pennini che scrivono da ambo le parti non sono altro che pennini a cui non è stata rimodellata la punta d'iridio, come potrai notare osservando i pennini con un lentino, quindi è stata soltanto una scelta commerciale e non una particolare invenzione.
I pennini rimodellati e affinati a mano alla vista sono più belli. Anche oggi quasi tutte le penne hanno i pennini non rimodellati e quando sono in ordine scrivono da entrambi i lati.
Quando Aurora uscì con le Optima di Auroloide (quelle nuove) alcune colorazioni vennero riprese in contemporanea anche da Sheaffer.
L'Aurora infatti non aveva voluto l'esclusiva dei colori perché costava di più e questa è storia recente.

Che poi ci siano stati dei legami tra vari produttori si è possibile ma questi ci sono ancora oggi in qualsiasi settore incluso il mondo degli oggetti da scrittura.
Oggi quasi tutte utilizzano pennini Bock e materiale acrilico che ritroviamo costantemente su varie penne. Ad esempio l'Aurora sole e la Delta Dolce Vita utilizzano lo stesso materiale acrilico giallo, dunque dovremmo logicamente presumere che ci siano dei legami tra Aurora e Delta e sappiamo che non è così.

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