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Complimenti per il lavoro veramente meritevole
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Complimentissimi: un capolavoro. Un'impresa che non può che riempire di soddisfazione. Probabilmente ingiustificabile sotto il profilo commerciale, ma che c'è di più appagante che raccogliere il guanto di una sfida ai limiti dell'impossibile ed uscirne vittoriosi?

Confermo, accettare la sfida e portar8atermine con soddisfano ha prezzo.
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Complimentissimi: un capolavoro. Un'impresa che non può che riempire di soddisfazione. Probabilmente ingiustificabile sotto il profilo commerciale, ma che c'è di più appagante che raccogliere il guanto di una sfida ai limiti dell'impossibile ed uscirne vittoriosi?
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Restauri, ricostruzioni e riparazioni / Re:Codale Aurora 98 Deluxe
« Ultimo post da turin-pens il Settembre 03, 2026, 09:39:09 am »
Inserire una fotografia sarebbe utile comprendere meglio l'entità del danno
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A volte una penna torna a bussare alla porta proprio quando meno te lo aspetti.

È quello che è successo quest'estate, quando un appassionato, originario del Piemonte, ci ha chiesto di dare un'occhiata alla sua Tibaldi Iride. La penna non funzionava più correttamente ed era già stata sottoposta a un intervento presso Lazzaroni, noto negozio di stilografiche di Brescia.

Secondo quanto raccontato dal proprietario, Lazzaroni avrebbe avuto un ruolo nella progettazione del particolare sistema di caricamento in acciaio AISI 316 che equipaggia la Iride.

Quando abbiamo aperto la penna, però, ci siamo trovati davanti a una riparazione decisamente raffazzonata e dilettantistica. Difficile pensare che un sistema progettato dalla stessa persona potesse essere stato riparato in quel modo.
Insomma, qualcosa non tornava.

Abbiamo comunque deciso di occuparcene. Abbiamo ripristinato il sistema di caricamento e, dopo il necessario lavoro di messa a punto, la penna è tornata a funzionare correttamente. È stata restituita al suo proprietario, che ha potuto finalmente tornare a usarla.

Sembrava una storia finita lì.
Non lo era.

Agosto 2026: la decisione

Nei giorni successivi a quella riparazione, ha cominciato a riaffiorare con sempre maggiore insistenza il ricordo di un'altra Tibaldi Iride.
Era una penna che ci era stata regalata molti anni fa, completamente distrutta, con la possibilità di farne ciò che volevamo.
Per anni era rimasta da parte.
Ogni tanto la guardavamo, pensavamo a cosa si sarebbe potuto fare e poi tornavamo a occuparci di altro.
Quella volta, però, qualcosa era cambiato.
Forse proprio il lavoro appena terminato sulla precedente Iride, ci aveva fatto capire che quel particolare sistema di caricamento aveva ancora qualcosa da dire. Il concetto era interessante. Il problema era che andava ripensato.
Così, dopo la prima metà di agosto, abbiamo preso una decisione: avremmo ricostruito quella vecchia Iride ormai distrutta.
Non restaurata.
Ricostruita.

L'idea era quella di conservare l'identità estetica della penna originale, salvare ciò che meritava di essere salvato e, allo stesso tempo, intervenire radicalmente sugli elementi che potevano essere migliorati.
Per il corpo e il cappuccio avremmo utilizzato una vecchia barra di celluloide che ci era stata regalata più di trent'anni fa e che, da allora, era rimasta inutilizzata.
Una barra dimenticata in cantina per tre decenni.

L'obiettivo era abbastanza preciso: mantenere l'aspetto della Tibaldi originale, ma trasformare profondamente la penna dove fosse necessario.
Il pennino storico sarebbe rimasto.
Il corpo e il cappuccio sarebbero stati ricostruiti.
Il contro-cappuccio, assente nella Iride originale, sarebbe stato aggiunto.

Ma soprattutto sarebbe stato completamente riprogettato il sistema di caricamento.
Il principio era quello della variazione di volume interno, una soluzione riconducibile ai sistemi sviluppati da Dunn negli anni Venti del secolo scorso.
Il concetto era interessante, ma il meccanismo originale poteva essere reso più leggero, più efficiente e più affascinante.
Ed è qui che è cominciato il vero lavoro.

Dall'acciaio marino al titanio
Il nuovo sistema di caricamento è stato realizzato in titanio grado 1, al posto dell'acciaio AISI 316 utilizzato originariamente.
La scelta non è stata dettata soltanto dall'estetica.
Il titanio grado 1 è un materiale particolarmente interessante per questo tipo di applicazione: è estremamente resistente alla corrosione, molto più leggero dell'acciaio e possiede caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto a un componente destinato a lavorare a contatto con liquidi e inchiostri.
La differenza di peso è significativa: la densità del titanio è circa il 45% inferiore a quella dell'acciaio AISI 316.
Nel caso della Iride non è un dettaglio trascurabile.
Uno dei difetti da sempre riscontrato nella penna originale era infatti il peso concentrato nella parte posteriore. Il nuovo sistema di caricamento ha permesso di alleggerire proprio quella zona e di migliorare sensibilmente l'equilibrio complessivo della penna.
Ma scegliere il titanio grado 1 significava anche complicare enormemente la lavorazione.
È un materiale che non perdona facilmente gli errori.
Ogni componente del sistema di caricamento è stato ricavato dal pieno, con lavorazioni molto controllate. E per poter lavorare correttamente i diversi materiali sono stati necessari utensili specifici in carbide e utensili in diamante per la tornitura della celluloide.
Tutti e ripeto tutti gli utensili utilizzati per questo progetto, sono stati  realizzati appositamente perché niente di commercialmente disponibile andava bene o risultava adatto per le lavorazioni.
È un aspetto che spesso non si vede guardando una penna finita.
Eppure, in un lavoro del genere, la progettazione degli utensili con cui si deve realizzare un pezzo è importante quanto la progettazione del pezzo stesso.

Il ritorno del contro-cappuccio
Un'altra modifica riguarda il contro-cappuccio.
La Tibaldi Iride originale ne è priva, come accade in moltissime stilografiche moderne.
Abbiamo deciso di realizzarlo comunque, lavorandolo dal pieno in ebanite.
Non è soltanto una questione estetica. Il contro-cappuccio è una componente fondamentale e spesso molte penne moderne si rompono quando cadono proprio perché ne sono sprovviste.
Anche la clip originale non era più recuperabile.
Gli inserti in acciaio che la componevano si erano ossidati e avevano finito per corrodere la clip stessa.
Invece di tentare un recupero impossibile, abbiamo scelto una clip Omas, che per forma e caratteristiche meccaniche ci è sembrata più adatta alla nuova penna.
Una nuova identità
A quel punto restava una questione.
Quella penna era ancora una Tibaldi Iride?
In parte sì.
Il progetto nasceva da una Tibaldi Iride, ne conservava il pennino, riprendeva le sue linee e manteneva il numero 934.
Ma ormai era diventata qualcosa di diverso.
Per questo abbiamo deciso di darle anche un nuovo nome.
Iridia.
Sul corpo è stato inciso il logo Tibaldi, reinterpretato con uno stile personalizzato, mentre accanto al numero originale 934 è comparsa la nuova denominazione:
Iridia 934 Ti-Matic

Ti-Matic sta per Titanio-Automatico: il materiale scelto per il nuovo sistema di caricamento e il suo principio di funzionamento.
A completare la firma ci sono il logo EMF e il numero 1953.

Non è una Tibaldi Iride restaurata.
È una penna nata dalla Iride.
Una sorta di seconda vita, costruita partendo da ciò che restava della prima.

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Caffè Stilografico — Secondo incontro

Mercoledì 16 ottobre, ore 21:00 in streaming su Google Meet

Dopo il primo appuntamento dedicato al rapporto tra design e penna stilografica, il Caffè Stilografico prosegue il suo percorso tornando a interrogarsi sul modo in cui progettisti, architetti e designer hanno interpretato uno degli strumenti di scrittura più affascinanti della storia.

Il tema portante della serata sarà ancora una volta il dialogo tra il mondo del design e la penna stilografica, ma questa volta con una domanda in più: quando il design interviene su un oggetto profondamente legato alla tradizione, le sue innovazioni si traducono sempre in soluzioni realmente funzionali e convincenti?

Su questo filo conduttore si svilupperà l'intervento dell'architetto Stefano Righi, che analizzerà il modo in cui grandi designer, architetti e stilisti hanno interpretato la penna stilografica, trasformandola in alcuni casi in un vero e proprio oggetto di design.

Attraverso una selezione di strumenti particolarmente significativi, si parlerà quindi di forme, materiali, ergonomia e soluzioni progettuali, ma anche dei limiti e delle contraddizioni che possono emergere quando la ricerca estetica e progettuale si confronta con la funzione primaria della penna.

Non tutte le interpretazioni del design, infatti, si sono necessariamente rivelate vincenti: alcune hanno prodotto oggetti capaci di lasciare un segno nella storia della stilografica, altre hanno privilegiato l'estetica, la sperimentazione o l'originalità a scapito della funzionalità.

Il secondo argomento della serata sarà invece dedicato interamente alla Aurora Duo-Cart, una penna che rappresenta un momento particolarmente significativo nella storia dell'azienda torinese e nell'evoluzione dello strumento di scrittura.

Riccardo Murrau ripercorrerà la storia e il design della Duo-Cart, soffermandosi sull'innovazione rappresentata dalla cartuccia in materiale termoplastico, sul particolare sistema di perforazione, sulle successive evoluzioni progettuali e sul significato che questo sistema di alimentazione ha assunto nella storia della penna stilografica.

Da un'innovazione progettata per rendere la stilografica più semplice e accessibile, la riflessione arriverà fino al presente, interrogandosi su cosa rappresenti oggi la penna a cartuccia e quale possa essere il suo impatto ambientale in un'epoca nella quale il tema della sostenibilità e del consumo dei materiali è diventato sempre più centrale.

Come di consueto, gli interventi lasceranno ampio spazio allo scambio di opinioni con tutti i presenti: il Caffè Stilografico è prima di tutto un luogo di conversazione, confronto e approfondimento.

Durata prevista: circa 1 ora e 30 minuti.

Nella prossima puntata, il Caffè Stilografico proseguirà il suo viaggio attraverso la storia, il design e l'evoluzione della penna stilografica, affrontando un nuovo tema insieme ai suoi ospiti.

Quando
mercoledì 16 settembre ⋅ Ore 21:00

Per ricevere il link di partecipazione, inviare una richiesta a: associazionepennamania@gmail.com
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Omas / Re:Omas Extra Lucens anellata clip a freccia
« Ultimo post da Giuseppe Tubi il Agosto 26, 2026, 17:25:23 pm »
Introdotta nel 1936 è rimasta in produzione secondo le fonti ufficiali sino ai primi anni '50
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Omas / Re:Omas Extra Lucens anellata clip a freccia
« Ultimo post da Stefano Sbaiz Vandelli il Agosto 25, 2026, 19:42:59 pm »
Buonasera, ne ho una simile, il cappuccio è identico, ma il corpo è a spirale, non rosso/nero, ma ambra/nero. La trovai un po’ di anni fa (parliamo della fine degli anni ottanta) in un cassetto della casa avita in Friuli, era perfetta, come lo è oggi, tanto che questo pomeriggio l’ho inchiostrata, va benissimo, ed è per questo che ho fatto una ricerchina sul sito. Qualcuno ha idea in che periodo è nata? Grazie!
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Chiacchere in libertà - di tutto un po' / Re:Riparato
« Ultimo post da Giuseppe Tubi il Agosto 25, 2026, 19:19:35 pm »
Grande! :set2010001: :set2010068: :set2010090:
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Chiacchere in libertà - di tutto un po' / Re:Riparato
« Ultimo post da turin-pens il Agosto 25, 2026, 14:32:53 pm »
180 giorni dopo.

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