Autore Topic: 16 marzo 2016  (Letto 1398 volte)

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Offline Resvis71

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16 marzo 2016
« il: Marzo 17, 2016, 08:00:30 am »
Ieri, ma anche oggi, questo gioiello italiano.
E la chiamano plastica...



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Re:16 marzo 2016
« Risposta #1 il: Marzo 17, 2016, 08:44:00 am »
Se tutte le penne moderne, fossero realizzate con la stessa qualità della 88, molti problemi della produzione moderna e la quasi totale disaffezione delle persone, sarebbero soltanto dei vaghi ricordi.

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Offline Resvis71

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Re:16 marzo 2016
« Risposta #2 il: Marzo 17, 2016, 09:37:52 am »
Sono perfettamente d'accordo.
In riferimento a questa penna aggiungo anche che il sistema di carimento a stantuffo con il meccanismo a scomparsa è gustosissimo. Esistono altre penne con questa variante?

Online Giuseppe Tubi

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Re:16 marzo 2016
« Risposta #3 il: Marzo 17, 2016, 11:55:55 am »
Sono perfettamente d'accordo.
In riferimento a questa penna aggiungo anche che il sistema di carimento a stantuffo con il meccanismo a scomparsa è gustosissimo. Esistono altre penne con questa variante?
Per quanto ne so è un'esclusiva della 98, che pur essendo un'ottima penna paga rispetto alla 88 un gap qualitativo non da poco.
Essendo nata quando le biro imperversavano, chiaramente è figlia della necessità di contenere i costi per la sopravvivenza.

Offline Resvis71

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Re:16 marzo 2016
« Risposta #4 il: Marzo 17, 2016, 13:51:34 pm »
Grazie Tubi.
Sono d'accordo con te, ma la 98 ne ha masse sotto un bel po' di penne ben più blasonate, e non mi riferisco solo alle moderne.
La riserva magica, l'estetica, la variante nella meccanica dello stantuffo e il bilanciamento ne fanno una fuoriclasse. Opinione personale...

Online Giuseppe Tubi

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Re:16 marzo 2016
« Risposta #5 il: Marzo 17, 2016, 14:36:18 pm »
Grazie Tubi.
Sono d'accordo con te, ma la 98 ne ha masse sotto un bel po' di penne ben più blasonate, e non mi riferisco solo alle moderne.
La riserva magica, l'estetica, la variante nella meccanica dello stantuffo e il bilanciamento ne fanno una fuoriclasse. Opinione personale...
Sono d'accordo; infatti ho premesso che è un'ottima penna.
Penso che producendola oggi verrebbe a costare grossomodo quanto la Optima; produrre oggi la 88 costerebbe sicuramente più del doppio.

Offline Resvis71

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Re:16 marzo 2016
« Risposta #6 il: Marzo 17, 2016, 16:38:13 pm »
Lo penso anch'io.
Fortunatamente se ne trovano ancora in buone condizioni.
A proposito di ciò che hai scritto prima : certo che ai tempi dev'essere stata una bella fatica quotidiana dover competere con la diffusione delle penne a sfera. Ma qui si aprirebbe un discorso fiume...

Online Giuseppe Tubi

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Re:16 marzo 2016
« Risposta #7 il: Marzo 17, 2016, 18:03:01 pm »
Lo penso anch'io.
Fortunatamente se ne trovano ancora in buone condizioni.
A proposito di ciò che hai scritto prima : certo che ai tempi dev'essere stata una bella fatica quotidiana dover competere con la diffusione delle penne a sfera. Ma qui si aprirebbe un discorso fiume...
A quei tempi c'ero, ma totalmente disinteressato alla disputa: probabilmente come la maggior parte degli utenti se ciò che mi davano da utilizzare lasciava una traccia sulla carta senza troppa fatica, andava bene. Immagino che all'epoca gli acquirenti delle stilografiche fossero già una minoranza decantata dalla massa che ha abbracciato la Biro come l'innovazione che con un colpo di spugna ha eliminato tutti i problemi che affliggevano gli strumenti di scrittura. Questa ristretta cerchia di potenziali acquirenti, forse puristi, forse snob, forse nostalgici, era disponibile a spendere per una stilografica una somma sensibilmente maggiore di quella necessaria per una penna a sfera, ma bisognava anche stare attenti a non tirare troppo la corda per evitare che anche questi facessero di necessità virtù...

Offline Resvis71

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Re:16 marzo 2016
« Risposta #8 il: Marzo 18, 2016, 07:34:09 am »
Sicuramente Tubi. Ogni novità tecnologica seduce, soprattutto se rende la vita più comoda riducendo le attenzioni e i gesti quotidiani. Quanto tempo ha impiegato la sfera a diventare oggetto usa e getta a prezzi stracciati? C'era già in partenza così tanta differenza di costi tra una Biro e una stilografica?

Online Giuseppe Tubi

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Re:16 marzo 2016
« Risposta #9 il: Marzo 18, 2016, 09:01:28 am »
Sicuramente Tubi. Ogni novità tecnologica seduce, soprattutto se rende la vita più comoda riducendo le attenzioni e i gesti quotidiani. Quanto tempo ha impiegato la sfera a diventare oggetto usa e getta a prezzi stracciati? C'era già in partenza così tanta differenza di costi tra una Biro e una stilografica?
Questo non lo ricordo proprio, anche se credo che fatto salvo il primissimo periodo nel quale la biro era proposta come novità assoluta, i prezzi delle penne a sfera siano diventati rapidamente molto competitivi su quelli delle stilografiche; se poi si consideravano anche i costi d'esercizio (cartucce o boccette d'inchiostro) penso che la sfera vincesse a mani basse. Fortunatamente a scuola, specie alle elementari, le biro erano messe al bando da molti insegnanti che sostenevano (credo proprio a ragione) che erano diseducative per la calligrafia.

Offline Giovanni Abrate

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Re:16 marzo 2016
« Risposta #10 il: Marzo 18, 2016, 15:44:07 pm »
Il discorso meriterebbe un libro.... All'inizio le penne a sfera erano costose, ma già nel 1949 la BuckBall della Universal americana si vendeva a 1 dollaro (one buck!). L'arrivo della BIC  fece della penna a sfera un prodotto consumabile usa e getta. La Aurora 98 non venne prodotta per contrastare le Biro, ma per contrastare la Parker 61, che si riempiva senza toccare la necessità di maneggiare la boccetta dell'inchiostro. Era una penna che grazie al rivestimento in teflon del caricatore, permetteva (in teoria) di non necessitare di un fazzolettino per tergere penna e pennino. L'Aurora offrì in alternativa una penna (la 98) più tradizionale, che comunque consentiva di caricare la penna senza dovere rimuoverne il fusto. Si noti comunque che l'Aurora offriva pure le DuoCart e derivate, penne all'avanguardia tra quelle utilizzanti cartucce in polivinile. L'invasione delle penne a sfere fu bloccata, in parte e solo temporaneamente da una penna stilografica pratica e alla portata di tutte le tasche: la LUS Atomica, pubblicizzata come la "penna che sostituisce la penna a sfera"!!! Grande penna, venduta a 100 lire dai tabaccai, le edicole, i bar e le cartolerie, prodotta in milioni di pezzi a Saronno, a nord di Milano.

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