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Autore Topic: PENNE: Vrossa - La penna figlia della velocità  (Letto 2571 volte)

labeo

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PENNE: Vrossa - La penna figlia della velocità
« il: Novembre 04, 2012, 07:54:45 pm »
Mirco Pecorari e la Vrossa ...
(testo e intervista di Riccardo Murrau)
239+

"Pennamania incontra Mirco Pecorari padre della bellissima Vrossa"

Domenica 24 Ottobre 2010 si è svolto l'annuale Penshow di Milano, una delle principali piazze italiane dove collezionisti e appassionati delle penne da scrittura sia d'epoca che moderne, possono incontrarsi.
Dopo alcune edizioni decisamente sotto tono, quest'anno Milano parrebbe aver ritrovato almeno parzialmente la grinta di un tempo... Il merito va ad alcuni collezionisti della vecchia guardia che dopo anni di latitanza sono tornati al vecchio amore ma specialmente ad una grande ed inaspettata novità, la quale a mio modesto avviso ha rotto i vecchi schemi e portato una carica di novità non indifferente.
Parlo della penna Vrossa un oggetto da scrittura unico nel suo genere, nata dalla mente di Mirco Pecorari.
Regina del Penshow di Milano, non nego di aver passato più tempo a parlare, vedere, osservare e toccare questa meraviglia che a girare tra i banchi del Penshow.
Non soltanto ho scoperto un esercizio di stile ed un tributo ad uno dei momenti più incredibili di tutta la storia dell'aviazione mondiale ma ho avuto modo di conoscere delle persone notevoli che con passione e anche un pizzico di testardaggine hanno realizzato un vero oggetto di design.
L'esperienza visiva e tattile di questo oggetto risulta molto intima, non stanca e non annoia mai e se anche non venisse utilizzata per scrivere, la sua figura la fa... eccome!
In definitiva, un oggetto senza tempo, possente e potente come gli aerei idrocorsa italiani da cui trae ispirazione e a cui rende omaggio.
Lo scritto qui sopra è un breve resoconto di quanto sia stato intenso l'impatto che questa penna ha suscitato non soltanto in me ma in tutte le persone del Penshow, tanto da spingermi a parlarne in maniera completa, cominciando dalle persone che l'hanno ideata, progettata e realizzata per arrivare infine a lei. “la Vrossa”.
Mirco Pecorari, padre di questo esercizio di stile è  una persona piacevole,  con il quale ho potuto condividere due grandi passioni: le penne stilografiche e gli aerei idrocorsa italiani.
Sapere che queste due passioni, hanno trovato un punto di incontro mi commuove e così ho deciso di farvi conoscere una nostra piacevole conversazione.

D: Mirco parlami della Vrossa vista dalla tua prospettiva, cosa ti ha spinto a dare vita a questa meraviglia?

R: Sono sempre stato fortemente attratto delle forme in generale.
Mi affascina come un oggetto può raccontare una storia andando a ripescare ricordi nella nostra testa ed emozioni dal nostro cuore.
Sono un fanatico di cose uniche nel loro genere, strane e fuori dallʼordinario e a parte questa mania (a volte penso sia più corretto chiamarla ossessione) la mia più grande passione sono gli aerei e lʼaviazione in generale.
Ho sempre disegnato oggetti e forme legate allʼaviazione e questa penna è sempre esistita nella mia testa e grazie ad una fortunata serie di eventi la VRossa ha potuto pendere vita.

D: La nascita della Vrossa mi ricorda la favola di Pinocchio in cui Mastro Geppetto da un normale pezzo di legno tira fuori la vita e osservando bene questa penna, si ha la sensazione di essere di fronte a qualcosa di vivo, un oggetto che ha una sua personalità, una propria emozione.
D'altronde anche Bob Sinclar dice che DARE VITA ALLA MATERIA SIGNIFICA TRASFORMARLA IN EMOZIONE.
Dunque posso dire che la Vrossa è il risultato di tutto questo?


R: Non saprei spiegarlo in modo migliore. Lʼarmonia della forma e il gioco di luci dei metalli creano effettivamente emozione. Emozione direi scaturita da ricordi di infanzia, legati alle astronavi di Flash Gordon, agli aerei da corsa anni ʼ30.
Queste cose noi le abbiamo già dentro, oggetti come la VRossa non fanno altro che risvegliarli.
Vorrei ricordare inoltre che la penna è dedicata ai 23 piloti del Reparto Alta Velocità che durante gli anni 30 segnarono una parte importante della storia della nostra aviazione andando a conquistare dei record di velocità tuttora validi!

D: Tralasciando momentaneamente il discorso delle emozioni, raccontami qualche particolare sulla produzione della Vrossa? Lavorare il Titanio non è certamente facile e nemmeno economico, quanto la scelta di questo materiale ha influito sui costi di produzione e quindi sul costo finale dell'oggetto?

R: Ha influito specialmente nella ricerca di come far combinare la forma alla funzione. Mi spiego meglio.
Il cappuccio, per esempio, ha una lavorazione in profondità verso la punta che serve come centraggio quando la penna è chiusa. Questa lavorazione è molto complessa perché ricavata direttamente durante la tornitura in una posizione poco accessibile con utensili tradizionali. Non basta fare un disegno al CAD ed avere una macchina utensile per creare un oggetto del genere, ma servono anni di esperienza e una certa creatività per escogitare le corrette strategie di lavorazione necessarie.

D: Una cosa che ho capito sin dal primo istante in cui ho osservato la Vrossa è che essa non è destinata ad un vasto pubblico e nemmeno alla produzione industriale su larga scala. Questo è un risultato cercato e voluto sin dall'inizio oppure è legato ad altri fattori come i costi di produzione o magari alla natura stessa del progetto?

R: Lʼesclusività dellʼoggetto è stata cercata fin dallʼinizio. Nel mio lavoro (sono un designer di aerei) vengo ingaggiato per lavorare su progetti unici e molto particolari. Questo mi ha fatto frequentare ambienti interessanti, dove i clienti cercano cose uniche ed esclusive.
Una scelta coraggiosa, priva di compromessi.

D: Durante il Penshow di Milano il contatto fisico tra questa penna è il pubblico è stato continuo, molte persone (me incluso) hanno realmente usato le mani per comprendere e sentire la penna in questione. Dunque mi chiedo durante la progettazione hai pensato a questo matrimonio, oppure il rapporto fisico tra la mano e la penna è stato un piacevole risultato ma del tutto inaspettato?

R: La forma della VRossa non è stato un risultato inaspettato.
Guarda caso le forme che si trovano in natura sono quelle che ci attraggono di più. Le linee di un delfino, di una goccia dʼacqua, di un profilo femminile hanno molto in comune. Se guardiamo altri oggetti da me disegnati notiamo come abbiano tutti le stesse linee armoniche, avviate, aerodinamiche e tutte con una gradevole soluzione di continuità.
Io penso che questo attiri la gente nel cercare quel contatto da te descritto.
Scusa se ne parlo in questi termini ma ne sono innamorato...

D: La Vrossa è una penna unica oppure pensi già ad altri progetti altrettanto notevoli? La versione stilografica è in cantiere?

R:No, la VRossa non sarà sola. Nel mio libro degli schizzi ci sono altri oggetti pronti a prendere vita. Ovviamente il come ed il quando dipendono da diverse cose, ma si ho in cantiere altre sorprese.

D: Osservando la penna, sono rimasto piacevolmente sorpreso dall'eleganza delle linee e dal giusto rapporto che c'è tra passato, presente e futuro. Immagino un progetto nato spontaneamente e che altrettanto spontaneamente è arrivato alla produzione. Questa osservazione è giusta oppure il progetto ha seguito un percorso meno fluido?

R: Giusta osservazione. Lʼoggetto è nato da se, quasi un materializzarsi di forme passando da uno schizzo a matita ad un modello solido al CAD e attraverso un mix di macchine utensili altamente sofisticate e di lavorazioni manuali.
Ovviamente devo ringraziare chi ha creduto nel progetto ed oltre al tempo e allʼesperienza ci ha messo il cuore.

Mirco parlami di te di e della Vrossa a tutto tondo:

Sono molto ambizioso. Mi aspetto che gli appassionati a cui mi rivolgo possano percepire il valore dellʼoperazione. Mi aspetto che la VRossa sia il primo degli oggetti che vorrei fossero riconosciuti per la loro bellezza e non per un marchio altisonante e/o per azioni di marketing martellanti.
Vorrei che la gente vedendo la VRossa riconosca il mio tratto e la cura nel dettaglio. Lo scopo è di dare vita a quegli oggetti che abbiamo nella nostra testa, nei meandri dei ricordi di bambino e che però non sono mai stati costruiti.
Sicuramente un obbiettivo importantissimo è già stato raggiunto: quello di poter conoscere gente con la quale poter condividere valori e passioni comuni.

www.pecorari-modena.com









by Riccardo Murrau

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