Autore Topic: Recensione Roman Praetorian Blue  (Letto 404 volte)

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Recensione Roman Praetorian Blue
« il: Ottobre 08, 2019, 14:54:37 pm »
Recensione inchiostro prodotto da STILO & STILE - ROMAN PRAETORIAN BLUE


In sintesi: Valutazione positiva
Il blue è scuro ma non tetro
Non intasa (vds. test di pit-stop con Pilot Kakuno)
Agevole rimozione dal converter senza opacizzare la superficie trasparente
Risponde egregiamente a intinzione
Valorizzato maggiormente con carta Tomoe River
La resa cromatica viene valorizzata da Pilot Falcon SF e da Delta “Dolcevita” con pennino F
Non resistente all’acqua
No evidenziatore


Stilo & Stile produce e vende nel proprio negozio una linea di inchiostri dedicata all’antica Roma, in quanto la Capitale è la sede del negozio di Ornella Pisaniello.

Le cromie in edizione speciale sono 3:
-   Roman Bronze Oxidation, tendenzialmente verde che si comporta in modo nettamente diverso su penne moderne (restituendo un verde quasi smeraldo) e su penne vintage (dove si veste di una patina d’antico senza smorzare di profondità);
-   Roman Centurion Red, un rosso sangue da bagnato ma che scurisce e tende ad assumere corpo e forma una volta asciutto. Come già detto in sede di recensione, la prima impressione è negativa, ma dopo mezzo converter ordini altre 2 boccette per paura di restare senza, a mio avviso il più bel rosso esistente in commercio;
-   Roman Praetorian Blue, un blue scuro.
Analizziamo un attimo il nome: Blue Pretoriano. Si riferisce al colore (blue) dello scudo e dei mantelli delle Guardie dell’Imperatore nel Romano Impero, così come il Bronze Oxidation richiama l’ossidazione degli scudi in bronzo.
A onor del vero, se si ricerca in internet il colore di tali accessori, si rinvengono immagini di un blue più chiaro e tale cromia mi ha richiamato alla mente lo sbiadito Royal Blue della Pelikan. Ringrazio Ornella per averci risparmiato tale sofferenza.

PACKAGING: Il calamaio si presenta in vetro, con un fondo pieno (in vetro) di ben 2 cm. e ciò a garantire la stabilità della boccetta evitando un “capottamento” in fase di ricarica.
Il contenuto è di 30 ml. per € 8,90 prezzo in linea con gli altri inchiostri presenti sul mercato (senza chiamare in cause le “gioiellerie” Colorverse, Caran D’Ache o Iroshizuku).
L’imboccatura della boccetta è sufficientemente ampia da permette agevolmente la carica anche di penne più “generose” dal punto di vista della circonferenza, quali ad esempio la Lamy Nexx e la Delta Dolcevita, che nei vecchi calamai in plastica da 30 ml. della Diamine non vedevano imbrattata neppure la pallina d’iridio!
Nel calamaio, l’inchiostro è alloggiato in una conca: la ricarica è agevole ma quando l’inchiostro scende di 0,4 cm. rispetto a bordo superiore (escludendo l’imboccatura), la Capless fa fatica a pescare e vi ritrovate con il converter completamente vuoto (se poi avete i nuovi con-50 con le “palline” prendete una siringa e riempite il converter con quella ... fate prima), meglio usare un supporto (anche un evidenziatore va benissimo) per posizionare la boccetta in modo inclinato e poter tranquillamente riempire la Capless.

SPOILER: Ho caricato il Praetorian Blue in una Pilot Kakuno con pennino EF e l’ho portata al lavoro.
Nel tragitto casa-lavoro pensavo: “un blue scuro in un EF in acciaio ... che ideona! Intasamento assicurato al primo pit-stop!”
Ho usato la penna per compilare delle ricevute su carta copiativa e mi sono stupita della bellezza del colore, cosa strana, in quanto non amo affatto i colori scuri, ma quel blue era proprio intenso, e mi sono fermata ad ammirarlo.
Eseguo il primo test, quello che decreta il mio giudizio prima ancora di redigere la recensione: lascio la penna in pit-stop per 10 giorni.
L’11° giorno la riprendo e ... scrive come se non l’avessi mai “abbandonata”.
Stiamo parlando di un EF, giapponese (Pilot), con pennino in acciaio.
Un simile risultato era del tutto inaspettato ed ho iniziato a valutare la qualità di questo Blue Pretoriano.

Penne utilizzate per i test:
-   Pilot Kakuno con pennino in acciaio EF
-   Wahl Tempoint (vintage)
-   SEC modello “Vera”
-   Delta Blue Jay con pennino F (la Blue Jay è nata da una costola della Delta Dolcevita, praticamente è identica, cambia solo il colore della resina)
-   Pilot Falcon SF
-   Pilot Capless pennino F
-   Pennini a intinzione: Brause 361
-   Pennini a intinzione: Hunt 101

Carta utilizzata nei test:
-   Fabriano EcoQua puntinata
-   Rhodia (a quadretti)
-   Tomoe River (bianco/avorio)
-   carta da Layout.


Passiamo all’analisi dei parametri “standard” che vengono utilizzati per la recensione degli inchiostri:

SATURAZIONE:

Si ha maggiore saturazione in presenza di colori vivaci e brillanti, al contrario, colori opachi, smorti e tendenti al grigio caratterizzano un’assenza di saturazione.
Nel caso di specie il Praetorian Blue, per essere un blue scuro, è molto saturo, tuttavia tale caratteristica non è ben visibile ad occhio nudo e, su certe penne, può essere scambiato per un blue tendente al black, ma, come dico sempre, “Non è mai come sembra!”
Personalmente, un inchiostro lo osservo sotto la lente d’ingrandimento, ne studio il comportamento su superfici diverse e con strumenti di scrittura differenti, con pennini di gradazioni diverse, perché i risultati cambiano con la modifica di ogni variabile;
-   con il pennino EF della Kakuno, non dice molto, ma assicura un tratto uniforme e leggibile, indipendentemente dalla carta utilizzata;
-   con la Wahl Tempoint si registra una perdita di saturazione su carta Tomoe River e Rhodia, con conseguente schiarimento della cromia mentre su Fabriano EcoQua il blue diventa più “deciso”;
-   con la SEC assume intensità cromatica su Fabriano EcoQua, vivacità su Tomoe River e brillantezza su Rhodia;
-   con la Delta Blue Jay si rileva una saturazione maggiore su carta Tomoe River rispetto a quanto restituito su Rhodia e Fabriano EcoQua;
-   con Pilot Capless e Falcon, su carta Tomoe River, risulta predominante la componente semi-blue-black dell’inchiostro e, paradossalmente, fanno emergere l’intensità del colore rendendolo affascinante anche a chi, come me, odia i colori scuri; su Rhodia e Fabriano EcoQua la Capless (rispetto alla Falcon) tende a “incupire” la cromia senza sconfinare nella diminuzione di saturazione.


SHADING: ossia la differenza di intensità di colore
Emerge lo shading solo con SEC “Vera” su carta Tomoe River, Rhodia e da Layout (no su Fabriano EcoQua), totalmente assente con Delta su tutte le carte anche se in modo impercettibile, su carta da Layout qualcosa si intravede, Wahl Tempoint, Kakuno, Falcon e Capless su tutte le carte utilizzate non presentano shading.
Non si esclude che possa emergere tale componente su altre carte quali ad esempio la Landré, marca sconosciuta ma nata appositamente per la scrittura con penne stilografiche.


DRYING SPEED:
tempo di asciugatura
-   su Kakuno EF: 3 secondi sia su Fabriano EcoQua sia su Rhodia;
-   su Wahl Tempoint: 5 secondi sia su Fabriano EcoQua sia su Rhodia;
-   su SEC “Vera”: 8 secondi su Fabriano EcoQua (complice un flusso abbastanza generoso) e 5 secondi su Rhodia;
-   su Delta: 10 secondi su Fabriano EcoQua (troppi a mio avviso) e 7 secondi su Rhodia;
-   su Pilot Falcon: 13 secondi su Fabriano EcoQua (non accettabile) e 5 secondi su Rhodia;
-   su Pilot Capless: 10 secondi su Fabriano EcoQua e 5 secondi su Rhodia.


OPACITY:
La capacità coprente dell’inchiostro rispetto al suo stesso tratto è buono con tutte le penne oggetto di recensione.


FEATHERING:
ossia lo spiumaggio
Si registra solo un leggero spiumaggio di Delta su Rhodia, assente su Tomoe River e Fabriano EcoQua, assente anche con le altre penne utilizzate sulle carte oggetto di test.


FLOW:
scorrevolezza / flusso (lubrificazione)
Ho registrato un certo attrito con la Kakuno EF, ma credo sia da imputarsi al pennino in acciaio.
Ritengo che la scorrevolezza sia molto buona e tale risultato mi è stato fornito direttamente dalla stessa Kakuno che, dopo 10 giorni di pit-stop non ha presentato intasamenti o difficoltà nella partenza.


BLEED THROUGH: cioè se l’inchiostro passa sul retro del foglio
Con le penne utilizzate nei test di questa recensione, non si è presentato nessun “trapasso”; va da sé che se inseriamo questo Praetorian in una penna “idrante” (mi viene in mente una Pelikan 1000 o una Neponset della Noodler’s) e su carta di pessima qualità, si potrebbe riscontrare questa problematica.
Allo stato dei fatti, escludo - con penne normali - questo inconveniente.


WATER RESISTANCE: resistenza all’acqua
No.


LIGHT FASTNESS: resistenza alla luce
Su tale parametro vorrei aprire una piccola parentesi: gli inchiostri si usano maggiormente per redigere appunti su quaderni o fogli che saranno racchiusi in raccoglitori.
Non ritengo che sia un test degno di rilievo, mentre sarebbe più opportuno valutare se gli scritti redatti con l’inchiostro oggetto di recensione resistano al tempo.
Capita di scrivere su quaderni che poi finiscono, irrimediabilmente, in qualche armadio, salvo poi ripescarli anni dopo per una rapida consultazione.
In questo caso, la qualità di un inchiostro si misura da questo tipo di resistenza, non dalla resistenza alla luce!
E’ improbabile che metta i miei appunti insieme ai panni stesi ad asciugare al sole!
Allo stato, stante il tempo limitato di utilizzo non sono in grado di definire la durata nel corso degli anni; si potrebbe ragionevolmente supporre, data la colorazione tendenzialmente scura, che potrebbe tutt’al più subire un leggero sbiadimento ma lo scritto mantenga la sua leggibilità nel tempo


BULLETPROOF:
anticontraffazione
L’esposizione alla lampada di wood (ultravioletti) non ha evidenziato variazioni.
Il risultato del test è pertanto negativo.


TEST SU CORRETTORE A NASTRO:
Ottimo il risultato su tutte le penne utilizzate.
L’inchiostro non sbiadisce ovvero non si estende sull’area interessata da correttore a nastro - comportamento tipico degli inchiostri con altissima lubrificazione -.


TEST EVIDENZIATORE:
Il test consiste nello scrivere una frase qualsiasi su carta “standard”, attendere l’asciugatura e poi passare sopra l’evidenziatore.
Il risultato è negativo. Si rinvengono segni di “trascinamento” dell’inchiostro (sebbene asciutto).
La “strisciata” non è totalmente coprente e non rende lo scritto illeggibile, tuttavia lo ritengo inidoneo a tale impiego.


Contesto di utilizzo:
E’ come un colore nero: “Sta bene su tutto” e in questo caso per “tutto” intendo sia l’ambito di utilizzo (scuola, lavoro, personale ecc.) sia gli strumenti impiegati (penne stilografiche e pennini a intinzione).
Perchè faccio questa precisazione?
Perché gli inchiostri destinati all’intinzione, generalmente, si presentano con una maggiore densità rispetto a quelli di impiego stilografico in quanto devono “aggrapparsi” al pennino per garantire almeno il minimo sindacale in termini di autonomia.
Questo Praetorian Blue si è rivelato molto adattabile all’ambiente calligrafico; inizialmente con il Brause 361 non ha manifestato un ottimo feeling ma la “colpa” è mia: ho premuto troppo nel tratto discendente subito dopo aver intinto il pennino e sul segno base della lettera si è formata una pozzanghera tale che non sono riuscita a terminare neppure il primo carattere. Successivamente ho rimodulato la pressione ed ho scritto l’intero nome dell’inchiostro “Praetorian Blue” senza dover intingere nuovamente dopo la prima intinzione; questo sia con Brause 361 sia con Hunt 101.





Fenice & Fenomeno ringraziano Ornella per averli omaggiati dell’inchiostro oggetto di recensione



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Re:Recensione Roman Praetorian Blue
« Risposta #1 il: Ottobre 08, 2019, 14:59:10 pm »
Boccetta e imboccatura

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Re:Recensione Roman Praetorian Blue
« Risposta #2 il: Ottobre 08, 2019, 15:00:39 pm »
Test su carta Fabriano EcoQua - puntinata e avoriata

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Re:Recensione Roman Praetorian Blue
« Risposta #3 il: Ottobre 08, 2019, 15:03:09 pm »
Test su carta da Layout con penne stilografiche e a intinzione con utilizzo di pennini Brause 361 e Hunt 101

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Re:Recensione Roman Praetorian Blue
« Risposta #4 il: Ottobre 08, 2019, 15:05:49 pm »
Test su carta Rhodia.

Piccola annotazione: sembra che la SEC "Vera" spiumi su tale carta, in realtà la penna era appena stata caricata pertanto presentava una concentrazione di inchiostro maggiore rispetto ai normali standard di scrittura.

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Re:Recensione Roman Praetorian Blue
« Risposta #5 il: Ottobre 08, 2019, 15:06:59 pm »
Test su carta Tomoe River

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Re:Recensione Roman Praetorian Blue
« Risposta #6 il: Ottobre 08, 2019, 15:11:53 pm »
Test correttore a nastro - Test dell'evidenziatore - Test degli ultravioletti

Offline greciacret

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Re:Recensione Roman Praetorian Blue
« Risposta #7 il: Ottobre 13, 2019, 00:24:21 am »
Complimenti, dettagliatissima ed interessantissima recensione !  :set2010001:

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