Autore Topic: I giochi di un uomo Hi Fi  (Letto 4509 volte)

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Online stefano_R

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #90 il: Ottobre 06, 2019, 08:51:34 am »
Che dire....attingere al verbo del maestro è sempre un piacere.
Grandissimo Tubi ed interessantissima la Decca London

...Clonatelo....

Online Giuseppe Tubi

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #91 il: Ottobre 06, 2019, 10:10:34 am »
Che dire....attingere al verbo del maestro è sempre un piacere.
Grandissimo Tubi ed interessantissima la Decca London

...Clonatelo....

Beh, tu che hai la fortuna di poter attingere - e pure in anteprima - da una fonte quasi inesauribile di materiale Hi-Fi vintage, prima o poi ti capiterà di poterne provare una...

Offline pedewall

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #92 il: Ottobre 11, 2019, 22:39:59 pm »

Da poco rientrato alla base dalle ferie estive, leggo gli argomenti di pennamania trascurati.

La testina Decca London.
Premetto che pur accanito sostenitore della validità sull’attuale utilizzo delle “vecchie signore”  che compongono la catena di riproduzione della Alta Fedeltà, ho sempre avuto delle remore per il giradischi e le relative testine, ritenendo che in tale settore siano stati fatti negli ultimi 30 anni passi da gigante.
Ma potrebbe solo essere una fisima personale.
Ricordo che questa testina nata come componente monofonico priva di cantilever (l’asticella che sostiene la puntina), viene in seguito adeguata alla stereofonia mantenendo le stesse caratteristiche. Va da se che ha problemi di tracciamento (soprattutto se il disco non è perfettamente spianato), ed un voltaggio di uscita elevato che potrebbe saturare l’ingresso del pre audio.
Non ho mai avuto occasione di ascoltarla, ma ricordo che ne scrivevano descrivendola come un incestuoso rapporto di amore od odio. Per alcuni era il massimo raggiungibile, per altri era meglio lasciar perdere.
Forse sarà fondamentale un attento accoppiamento col braccio e col pre, e chi meglio del Tubi a cui darà
sicuramente tanta soddisfazione.
In ogni caso ottima scelta e non mi dispiacerebbe poterla ascoltare.


Stefano, le Magneplanar sono il massimo da decenni, complimenti.

Online Giuseppe Tubi

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #93 il: Ottobre 15, 2019, 17:36:15 pm »
Ora ho avuto modo di utilizzarla per un po' di tempo e, premesso che mi è stata regalata dopo un lungo inutilizzo e non so quindi se sia al 100% delle sue potenzialità, posso confermare che la Decca, per la sua peculiarità dell'assenza del catilever, non tollera polvere, ondulazioni (se non minime) e regolazioni non particolarmente accurate; il rovescio della medaglia è che, quando a propio agio, la testina è di un analitico e di un dettaglio incredibili: evidentemente l'assenza di elementi che possano seppur minimamente smorzare le informazioni del solco prima che giungano alle bobine per essere trasformate in segnale elettrico, diventa un pregio e si ha l'impressione di sentire suoni di sottofondo ai quali mai si era fatto caso.
La gamma alta è cristallina ma mai eccessiva: gli acuti stridenti non fanno parte del suo DNA. I bassi sono molto belli, rotondi, precisi e ben smorzati. La gamma media ed in particolari le voci resta forse un pò meno in primo piano di come si può essere abituati, ma l'impressione è quella di grande equilibrio e di un suono che non affatica nemmeno dopo lunghi ascolti.
Insomma, questa testina è fuori dagli schemi, ma è così da quando i dischi erano monofonici e come ha ricordato Paolo si è evoluta adeguandosi alla stereofonia dotandosi di un'ulteriore bobina interna; con la presunzione di chi è convinto di essere nel giusto rimane ancor oggi fedele a se stessa, ed anche i modelli dai costi inarrivabili continuano a sfruttare lo stesso schema.... fuori dagli schemi.
Chi la sceglie deve essere consapevole di vizi e virtù: lei è come un artista capricciosa e bizzosa che incrocia le braccia sdegnosa se ogni minimo dettaglio è perfettamente rispondente alle sue richieste; ma quando si esibisce incanta al punto che gli si perdona tutto. 
Un'ultima riflessione credo sia opportuna: la marca di questo fonorivelatore di rara bruttezza è DECCA: ovvero una delle case discografiche più antiche e prestigiose al mondo. Se gente per la quale i solchi del vinile hanno pochi segreti l'ha concepita così, qualche ragione concreta deve pur esserci. Snobismo a parte.

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