Autore Topic: I giochi di un uomo Hi Fi  (Letto 3268 volte)

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Online Giuseppe Tubi

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #75 il: Aprile 26, 2019, 19:33:53 pm »
In realtà qui i riparatori scarseggiano; l'ho dato ad un amico che di problemi me ne ha già risolti parecchi ed è anche un appassionato, ma lui non ci è riuscito.

Online Giuseppe Tubi

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #76 il: Aprile 27, 2019, 10:33:15 am »
per sottolineare la mia passione per i Tape vi faccio vedere l'ultimo oggetto trovato in rete ad un prezzo veramente ridicolo ed arrivato, con mia grande sorpresa e bassissime aspettative, perfettamente funzionante.
Molto bello. Poi la Sony ha sempre fatto apparecchi molto ben costruiti ed affidabili, che non per niente erano sensibilmente più costosi della concorrenza.
Sicuramente è un'espressione del filone "portatili professionali" che - direi nei primi anni '80 - quando i costruttori erano riusciti a far raggiungere alla cassetta parametri Hi-Fi, alcuni costruttori avevano introdotto sul mercato, quasi a voler proporre un'alternativa ai mitici ed inarrivabili portatili a bobine Nagra e Stellavox.
Non ricordavo questo Sony, ma ho distintamente in mente il Nakamichi 550 ed il JVC KD 1636. E ce ne erano comunque altri....

Online stefano_R

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #77 il: Aprile 29, 2019, 08:26:15 am »
In realtà qui i riparatori scarseggiano; l'ho dato ad un amico che di problemi me ne ha già risolti parecchi ed è anche un appassionato, ma lui non ci è riuscito.

adesso mi informo dal mio riparatore di fiducia, poi ti faccio sapere cosa mi dice, magari un tentativo estremo di rianimazione.....

Online Giuseppe Tubi

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #78 il: Aprile 29, 2019, 08:53:02 am »
In realtà qui i riparatori scarseggiano; l'ho dato ad un amico che di problemi me ne ha già risolti parecchi ed è anche un appassionato, ma lui non ci è riuscito.

adesso mi informo dal mio riparatore di fiducia, poi ti faccio sapere cosa mi dice, magari un tentativo estremo di rianimazione.....
Grazie mille!

Online Giuseppe Tubi

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #79 il: Maggio 29, 2019, 17:49:44 pm »
I puristi dell'Hi - Fi, dopo avere scoperto le migliorie indotte dei cavi "speciali" (e costosissimi) dedicati per la migliore trasmissione del segnale audio, ora (me compreso) si fanno infinocc... hem... sedurre dalle attenzioni dedicata dagli spacciat... dai fabbricanti alla corrente di rete. Sì, perché dicono (ed oggettivamente è inequivocabile) che in ultima analisi un sistema Hi - Fi trasforma la corrente di rete in segnale sonoro. Quindi vai coi filtri di rete concepiti per "ripulire" la corrente di rete da interferenze varie, già abbondanti al nostro contatore, alle quali si aggiungono quelle "domestiche", indotte da frigoriferi, lavatrici ecc. Un pò perché sono abbastanza "boccalone" (definizione di chi è propenso ad abboccare), un pò perché questi apparecchi promettano - e sembra che sia effettivamente vero - di essere in grado di bloccare sovratensioni anche istantanee, come quelle indotte dai fulmini. Per esperienze pregresse questo è un argomento al quale sono piuttosto sensibile. Ce ne sono in commercio di svariati tipi, tra i quali, quelli più sofisticati hanno ingressi per filtrare anche altri tipi di segnali, attraverso appositi ingressi/uscita USB, HDMI, ADSL.
Non basta. Perché una buona alimentazione non è completa se non la si dota di un cavo speciale, con conduttori in rame privo di ossigeno, ultra schermati, ultra isolati e di una sezione tale che reggerebbero il carico di un forno industriale. Naturalmente vanno dotati di spine all'altezza della situazione che come minimo hanno i connettori dorati.
Il diametro di questi cavi raggiunge tranquillamente i 18 - 20 mm, il ché li rende simili a dei pitoni, ma non altrettanto flessuosi: fargli fare una curva con un raggio inferiore ai 10 - 12 cm è un problema serio. Nelle doto che allego si può apprezzare il paragone con cavi di alimentazione "normali".
Fortunatamente sui siti di materiale cinese si riesce a contenere i costi e la qualità non credo che sia poi così inferiori a quelli che spesso si spacciano per americani e/o europei, ma che in gran parte provengono dalle stesse fabbriche.
Non so ancora rispondere alla logica domanda se si percepisce qualche differenza, perché li ho appena installati. I cavi speciali per il segnale audio, come ho già scritto, funzionano davvero e molto più di quanto verrebbe da supporre; immagino che in questo caso invece si tratterà principalmente di suggestioni....

Online Giuseppe Tubi

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi - Edonismo
« Risposta #80 il: Giugno 10, 2019, 19:29:25 pm »
Edonismo. Di questo si tratta.
Ma certe volte al bello non si può resistere e lo stoicismo purtroppo nel mio DNA è quasi totalmente assente.
Il secondo impianto domestico, quello che aveva preso forma quando il fortuito ritrovamento e conseguente restauro delle AR LST2 consentito di utilizzare il due telai Mc Intosh, necessitava di un giradischi.
Naturalmente ci voleva qualcosa di consono, sia come epoca che come classe. Il primo pensiero è stato quello di cercare un Thorens, ma mi sono reso conto che le quotazioni di questi begli apparecchi sono decisamente elevate.
Quale può essere un'alternativa? Diverse sono quelle che soddisfano i requisiti, ma un immagine irresistibile ed un nome prendono consistenza nella mia mente: il mitico Transcriptor, quello per molti è diventato negli anni '70 un sogno proibito quando è apparso nel film "Arancia meccanica" di Stanley Kubrick; quello che ti affascina per la suo aspetto contemporaneamente austero e accattivante, ma che quando l'accendi addirittura t'incanta, con quei globi dorati che iniziano a girare e ti passano davanti con un effetto quasi ipnotico.
Ne trovo uno in vendita su Subito; costa un botto, ma in fin dei conti non moltissimo di più di un bel Thoresns. E l'effetto scenico e del tutto differente.
Così ci sono cascato; in quattro e quattr'otto sono partito alla volta di Milano e concluso l'affare ho portato a casa l'oggetto del desiderio.
Per me è irresistibile. Lascio a voi giudicare sulla base di qualche foto che naturalmente non rende pienamente l'dea.

Offline pedewall

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #81 il: Giugno 10, 2019, 22:51:10 pm »

Bellissimo, con quel favoloso braccio...... ogni commento è superfluo

Online stefano_R

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #82 il: Giugno 10, 2019, 23:49:35 pm »
Conosco l’oggetto, conosco la malattia..... Niente da dire hai fatto benissimo!!!! Complimenti.



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Online stefano_R

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #83 il: Luglio 06, 2019, 11:25:17 am »
E di queste casse cosa ne dite?

Online Giuseppe Tubi

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #84 il: Luglio 10, 2019, 22:27:28 pm »
Magneplanar?

Online stefano_R

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #85 il: Luglio 11, 2019, 08:16:42 am »
si....
Magnepan - Magneplanar  MG 3.6
...per me ...una favola....

Online Giuseppe Tubi

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #86 il: Luglio 11, 2019, 21:45:33 pm »
Anch'io sono un grande estimatore delle elettrostatiche, che sicuramente non sono le casse giuste per coloro che amano sentire i bassi che fanno vibrare lo sterno, ma hanno pochi rivali in equilibrio, naturalezza, dettaglio. Un suono che non affatica mai.

Online Giuseppe Tubi

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ABBEY ROAD-ANNIVERSARY EDITION
« Risposta #87 il: Ottobre 04, 2019, 21:15:12 pm »
Un'altra chicca per gli estimatori dei "Fab Four": dopo la versione Anniversary rimasterizzata del "Doppio bianco" corredata dai due Esher Demos, a fine settembre è uscito questa Anniversary Edition del sublime (per i miei gusti il più bel disco dei Beatles) Abbey Road, corredata di due ulteriori lp: Session record one e two.
E' lampante che trattasi di mere operazioni commerciali volte a spillare quattrini (neppure molti, poi: 64€ su Amazon) ai vecchietti come il sottoscritto che sono affettivamente legati a doppia mandata ai quattro ragazzi di Liverpool che furono alla fine degli anni '60 una rivoluzione non solo musicale ma anche sociale.
Tuttavia, come già nel doppio bianco, i due dischi di corredo non sono (come già successo) roba raccattata chissà dove messa lì tanto per giustificare un disco in più: tipo Lennon che canticchia mentre si fa la barba o Harrison che intona la ninna-nanna per il nipote; si tratta invece di arrangiamenti diversi ed abbastanza interessanti delle canzoni che conosciamo. Poi c'è il disco vero e proprio che consente un audio drasticamente migliorato di quello che siamo abituati a sentire. In realtà il doppio bianco mi aveva impressionato di più, ma potrebbe essere solo "l'effetto sorpresa" che stavolta è attenuato. 

Online stefano_R

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi
« Risposta #88 il: Ottobre 05, 2019, 16:44:23 pm »
Ottima informazione....sempre buoni consigli....grazie.
Ne approfitto per aggiornarvi sulle evoluzioni dell’impianto che da un po’ non vi mostravo....

Online Giuseppe Tubi

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Re:I giochi di un uomo Hi Fi/ la incredibile Decca London
« Risposta #89 il: Ottobre 05, 2019, 18:57:41 pm »
In tema di Hi-Fi agli inglesi viene riconosciuto pieno credito quasi esclusivamente per le casse acustiche, anche se nel tempo la gente ha imparato ad apprezzare anche qualche altro prodotto, come per esempio gli amplificatori QUAD.
Complice di questa scarsa considerazione è un estetica generalmente orrenda che, casse acustiche a parte, caratterizza gli apparecchi d'oltre manica. Personalmente ho imparato invece che gli inglesi sono spesso e volentieri stati avanti, dedicandosi molto più alla sostanza che alla forma. Anzi, la forma l'hanno proprio lasciata andare rendendo la gente persuasa che ci volesse un preciso impegno per realizzare cose così brutte: che il disinteresse per l'estetica da solo non potesse bastare. Fatto sta che quando negli anni del boom i produttori, giapponesi in testa, sfornavano cose bellissime, accattivanti, piene di manopole, tastini e strumenti, grandi oltre ogni giustificazione logica al solo scopo di appagare la vista, nell'Albione si realizzavano "cosi" piccoli, brutti, scarni dai colori improbabili che rarissimamente varcavano la Manica in quanto schifati dal resto del mondo perché nessuno si premurava di ascoltarli, scartando a priori l'ipotesi che apparecchi così brutti potessero suonare bene. E anche se veniva loro concessa una prova dietro l'insistenza di qualcuno "più avanti", il giudizio era sempre "ok, non suona male, ma come si fa senza almeno due ingressi tape monitor, con la possibilità di riversare le registrazioni in un senso e nell'altro?"
La testina Decca London come ben si può vedere dalle foto non fa eccezione: Brutta come poche: ricorda una scatoletta della Magnesia San Pellegrino dei tempi andati. Estetica a parte, ha poi delle particolarità del tutto singolari: una sola massa per i due canali* (si noti l'accricco da me realizzato per evitare di dover saldare i due fili assieme); è priva di stilo, ovvero del sottile peduncolo che collega la puntina al magnete (o la bobina) mobile: qui la puntina esce diritta fuori da una bobina; di fatto non appartiene né alla famiglia delle testine a magnete mobile, né a quella delle bobina mobile: ha una sonorità che ricorda le seconde ma una tensione di uscita analoga a quella delle prime e non necessita quindi di un ingresso phono particolarmente sensibile o addirittura un PRE-PRE. Lavora con una pressione sul disco che, abituati ai pesi da farfalla delle concorrenti, fa quasi inorridire: da 2 a 3 grammi, che è comunque ben lungi dai valori che possono compromettere l'integrità dei solchi nel vinile.
Necessita di bracci di notevole qualità perché non c'è lo stilo a smorzare eventuali inerzie nel seguire ed assecondare il movimento della puntina.
Ha un altro difetto: costa parecchio cara. Questa che è la "export", ovvero il modello base, viaggia intorno agli 800 euro; le versioni Maroon e Gold qualche centinaio di euro in più; le sorelle delle nuove generazioni Jubilee ed MI raggiungono cifre immorali (3/5 mila euro).
Il suono? Ascoltatela, se ne avete la possibilità. Garantisco che sarà una sorpresa.


*Questa è abbastanza vecchia; successivamente, dopo un drammatico consiglio di fabbrica, a strettissima maggioranza è passata la mozione di prevedere il quarto contatto.

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