Autore Topic: Forse...  (Letto 6285 volte)

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Offline Massimo

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Re:Forse...
« Risposta #15 il: Maggio 28, 2014, 00:27:32 am »
Sarà colpa mia che non vedo bene ma i pennini classici, quelli scoperti tanto per intenderci, si somigliano tutti, difatti i Comit-Rover erano come ricambio non originale ed andavano a numero.
A dire il vero l'unica reale differenza era il marchio sul pennino ed ora abbiamo la conferma, grazie a Riccardo.

Offline Massimo

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Re:Forse...
« Risposta #16 il: Maggio 28, 2014, 00:31:07 am »
Piccolo aiuto, nel mucchio ci sono anche pennini Montblanc e Sheaffer.

Mi pare siano un esemplare per la Sheaffer Nononsense ed uno per una MB, ma li avevo considerati come intrusi.
Potrei sbagliarmi, ma mi é parso di vedere anche un pennino Auretta ultima serie, ma potrebbe essere un semilavorato prima della piegatura....
Nel secondo post di Riccardo, la prima foto, l'ultima fila il tra i primi c'è un pennino dell'Auretta finito.

Offline Marlowe

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Re:Forse...
« Risposta #17 il: Maggio 28, 2014, 09:16:08 am »
Un grazie a Riccardo per questa eccellente documentazione. Quanto al resto, discorso lungo anzi lunghissimo, che non si limita certo a penne e pennini (basta pensare alla pelletteria, alle scarpe, alla moda in generale), e sul quale incidono sia la globalizzazione sia le regole comunitarie. Tuttavia è anche giusto dire che l'Italia ha conservato nel manifatturiero molte eccellenze, in proporzione più degli Usa (se si esclude l'hi-tech). Il Giappone fa storia a sé, essendo un paese protezionistico all'interno e non dovendo vedersela con la Ue.

Tuttavia il focus era sulla "pistola fumante" in mano a Simoni e discendenti.... Eccoci accontentati.

Online turin-pens

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Re:Forse...
« Risposta #18 il: Maggio 28, 2014, 19:46:07 pm »
Ora sarebbe bello sentire le opinioni di chi ha sempre rifiutato qualsiasi forma di confronto anche davanti ad un confronto ragionato sulla paternità dei pennini Omas e non solo.

:set2010002:

Online alfredop

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Re:Forse...
« Risposta #19 il: Maggio 28, 2014, 20:42:56 pm »
Personalmente ho un atteggiamento agnostico sull'argomento, comunque questo dimostra che I pennini OMAS almeno parzialmente erano fatti dalla Comit (cosa che a quanto pare accadeva anche a molti altri produttori). Non credo però che dimostri che tutti I pennini OMAS erano fatti fuori casa.

Alfredo

Online Giuseppe Tubi

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Re:Forse...
« Risposta #20 il: Maggio 28, 2014, 22:11:18 pm »
Vedo solo ora questo topic; molto interessante.
Vorrei sintetizzare un punto di vista in merito, che mi sembra equilibrato.
Nel fatto che Omas, come molti altri produttori, si facesse costruire i pennini (e verosimilmente anche altre parti) da ditte specializzate esterne non c'è assolutamente nulla di male; mi sembra una scelta coerente e che trova infinite similitudini in moltissime altre realtà produttive finalizzata a razionalizzare la propria produzione soprattutto in termini di rapporto qualità/prezzo. Succede anche oggi ed anche per marchi di grande prestigio: la BMW, tanto per citare un nome altisonante, fa costruire i motori 800 cc montati sulle proprie moto, dalla Rotax; altri propulsori sono realizzati dalla coreana Kimco. La casa di Monaco fornisce le specifiche, talvolta il progetto, e questo le garantisce il livello qualitativo desiderato.
Nulla di scandaloso quindi nell'apprendere che i pennini Omas fossero "made in Comit": restano comunque degli ottimi pennini e la notizia non scalfisce minimamente il prestigio che molte delle penne bolognesi meritano pienamente per bellezza e qualità.
L'unica cosa che esce malconcia da questa verità è quel mito creato artatamente intorno a questo marchio che l'ha fatta apparire come non è mai stata. Artificio fasullo e nemmeno del tutto comprensibile: il mito delle Bugatti si è affermato anche se nessuno si è mai preso la briga di farla apparire una realtà industriale al livello della Toyota.

Offline pedewall

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Re:Forse...
« Risposta #21 il: Maggio 28, 2014, 23:45:27 pm »

Documentazione fotografica estremamente interessante.
Chi è il collezionista che non vorrebbe mettere le mani in uno di quei piatti coi pennini.

Andando oltre il significato della documentazione che prova quello che ormai tutti noi ben conosciamo, ciò che duole è soprattutto il fatto che queste realtà produttive di estrema specializzazione, siano state abbandonate e con esse si è persa buona parte di quel mestiere.
Le macchine possono essere reinventate e ricostruite, ma l’inventiva, la conoscenze e l’abilità dell’uomo che le manovrava si è persa.

Mi viene in mente un discorso fatto con un chirurgo che mi raccontava come in USA gli interventi siano fotografati e messi a disposizione dei novizi che, quando entrano in sala operatoria, hanno una idea di cosa fare.
Da noi è tutto in mano alla “buona guida del capo” che decide a chi e se insegnare.

Online turin-pens

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Re:Forse...
« Risposta #22 il: Maggio 29, 2014, 00:54:32 am »

Personalmente ho un atteggiamento agnostico sull'argomento, comunque questo dimostra che I pennini OMAS almeno parzialmente erano fatti dalla Comit (cosa che a quanto pare accadeva anche a molti altri produttori). Non credo però che dimostri che tutti I pennini OMAS erano fatti fuori casa.

Alfredo

Penso che ognuno sia libero di credere in ciò che vuole ma poiché mi è sempre stato chiesto di portare delle prove a sostegno di quanto affermavo, credo che a questo punto punto sia doveroso che anche a te sia chiesto se possibile di portare delle prove su quanto affermi, ovvero quale sia la parte dei pennini Omas non fatta fuori casa?

Considera però che la Omas in pratica utilizzò soltanto tre pennini ovvero Extra, Extra Lucens, 361. I primi due sono su base Comit-Rover e se osservi bene, probabilmente un 361 in mezzo a tutti gli altri si trova.

Offline Wallygator

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Re:Forse...
« Risposta #23 il: Maggio 29, 2014, 13:23:49 pm »
Ritornando sull'argomento di chi faceva cosa, personalmente ritengo che fosse anche logico, per economie di scala che erano presenti anche negli anni 30/40, che vi fossero ditte specializzate in particolari produzioni quali pennini, clip, decori (verette,anellini) ecc. a cui i produttori, soprattutto i marchi minori ma non solo, attingevano a secondo della bisogna.
Il problema, secondo me, sta più che altro nel fatto che alcune realtà, per dare più appeal al loro marchio abbiano volutamente tralasciato di ammettere che si servivano anche di fornitori esterni.....

Qualche esempio, che non vuole far testo, a supporto...
1) Montegrappa/MBM
2) DACIS/Mercurio
3) miscellanea di produzione Comit/Rover

Online turin-pens

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Re:Forse...
« Risposta #24 il: Maggio 29, 2014, 21:14:41 pm »
Vedo solo ora questo topic; molto interessante.
Vorrei sintetizzare un punto di vista in merito, che mi sembra equilibrato.
Nel fatto che Omas, come molti altri produttori, si facesse costruire i pennini (e verosimilmente anche altre parti) da ditte specializzate esterne non c'è assolutamente nulla di male; mi sembra una scelta coerente e che trova infinite similitudini in moltissime altre realtà produttive finalizzata a razionalizzare la propria produzione soprattutto in termini di rapporto qualità/prezzo. Succede anche oggi ed anche per marchi di grande prestigio: la BMW, tanto per citare un nome altisonante, fa costruire i motori 800 cc montati sulle proprie moto, dalla Rotax; altri propulsori sono realizzati dalla coreana Kimco. La casa di Monaco fornisce le specifiche, talvolta il progetto, e questo le garantisce il livello qualitativo desiderato.
Nulla di scandaloso quindi nell'apprendere che i pennini Omas fossero "made in Comit": restano comunque degli ottimi pennini e la notizia non scalfisce minimamente il prestigio che molte delle penne bolognesi meritano pienamente per bellezza e qualità.
L'unica cosa che esce malconcia da questa verità è quel mito creato artatamente intorno a questo marchio che l'ha fatta apparire come non è mai stata. Artificio fasullo e nemmeno del tutto comprensibile: il mito delle Bugatti si è affermato anche se nessuno si è mai preso la briga di farla apparire una realtà industriale al livello della Toyota.



Documentazione fotografica estremamente interessante.
Chi è il collezionista che non vorrebbe mettere le mani in uno di quei piatti coi pennini.

Andando oltre il significato della documentazione che prova quello che ormai tutti noi ben conosciamo, ciò che duole è soprattutto il fatto che queste realtà produttive di estrema specializzazione, siano state abbandonate e con esse si è persa buona parte di quel mestiere.
Le macchine possono essere reinventate e ricostruite, ma l’inventiva, la conoscenze e l’abilità dell’uomo che le manovrava si è persa.

Mi viene in mente un discorso fatto con un chirurgo che mi raccontava come in USA gli interventi siano fotografati e messi a disposizione dei novizi che, quando entrano in sala operatoria, hanno una idea di cosa fare.
Da noi è tutto in mano alla “buona guida del capo” che decide a chi e se insegnare.

Condivido tutto quanto scritto da Giuseppe e Pedewall

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Online alfredop

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Re:Forse...
« Risposta #25 il: Maggio 29, 2014, 22:25:49 pm »

Personalmente ho un atteggiamento agnostico sull'argomento, comunque questo dimostra che I pennini OMAS almeno parzialmente erano fatti dalla Comit (cosa che a quanto pare accadeva anche a molti altri produttori). Non credo però che dimostri che tutti I pennini OMAS erano fatti fuori casa.

Alfredo

Penso che ognuno sia libero di credere in ciò che vuole ma poiché mi è sempre stato chiesto di portare delle prove a sostegno di quanto affermavo, credo che a questo punto punto sia doveroso che anche a te sia chiesto se possibile di portare delle prove su quanto affermi, ovvero quale sia la parte dei pennini Omas non fatta fuori casa?

Considera però che la Omas in pratica utilizzò soltanto tre pennini ovvero Extra, Extra Lucens, 361. I primi due sono su base Comit-Rover e se osservi bene, probabilmente un 361 in mezzo a tutti gli altri si trova.
Riccardo,
Premetto che non è mia intenzione difendere alcuna tesi, anche perché l'argomento non mi appassiona troppo, la mia era solo una riflessione di tipo matematico/logico (questo è invece un aspetto che mi appassiona). In altri termini aver trovato pennini OMAS non prodotti da Omas non implica che non esistano pennini prodotti da Omas (anche dello stesso tipo). In passato abbiamo visto pennini dell'Aurora 88 prodotti da Comit, ma nessuno ha detto che tutti I pennini della 88 fossero prodotti da Omas. D'altra parte qui non stiamo parlando di matematica ma di storia, ed in questo contesto il tuo ragionamento è plausibile.
Alfredo

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Re:Forse...
« Risposta #26 il: Maggio 29, 2014, 23:17:17 pm »

Personalmente ho un atteggiamento agnostico sull'argomento, comunque questo dimostra che I pennini OMAS almeno parzialmente erano fatti dalla Comit (cosa che a quanto pare accadeva anche a molti altri produttori). Non credo però che dimostri che tutti I pennini OMAS erano fatti fuori casa.

Alfredo

Penso che ognuno sia libero di credere in ciò che vuole ma poiché mi è sempre stato chiesto di portare delle prove a sostegno di quanto affermavo, credo che a questo punto punto sia doveroso che anche a te sia chiesto se possibile di portare delle prove su quanto affermi, ovvero quale sia la parte dei pennini Omas non fatta fuori casa?

Considera però che la Omas in pratica utilizzò soltanto tre pennini ovvero Extra, Extra Lucens, 361. I primi due sono su base Comit-Rover e se osservi bene, probabilmente un 361 in mezzo a tutti gli altri si trova.
Riccardo,
Premetto che non è mia intenzione difendere alcuna tesi, anche perché l'argomento non mi appassiona troppo, la mia era solo una riflessione di tipo matematico/logico (questo è invece un aspetto che mi appassiona). In altri termini aver trovato pennini OMAS non prodotti da Omas non implica che non esistano pennini prodotti da Omas (anche dello stesso tipo). In passato abbiamo visto pennini dell'Aurora 88 prodotti da Comit, ma nessuno ha detto che tutti I pennini della 88 fossero prodotti da Omas. D'altra parte qui non stiamo parlando di matematica ma di storia, ed in questo contesto il tuo ragionamento è plausibile.
Alfredo

Il fatto è che nel tuo ragionamento c'è una lacuna abbastanza evidente legata al fatto che hai messo sullo stesso piano due discorsi separati, ovvero la produzione ufficiale Comit, e la produzione su commissione. Che differenza c'è tra queste due tipologie di pennini?

La prima indipendentemente dal nome che riportano, sono basati sempre sullo stesso modello di pennino e di questa serie fanno parte oltre ai Comit-Rover anche i Mundial, Globus, Nettuno, Ercolessi, Minerva etc... ed anche i pennini Omas. In pratica i pennini di questa tipologia differiscono esclusivamente per il nome impresso, mentre la struttura non varia mai.
Oggi ritrovi lo stesso modus operandi anche nella produzione Bock e i marchi che a lei si appoggiano, prendi Visconti, Grifos, Bexley, Omas e tantissime altre, il pennino non cambia, mentre differisce soltanto il nome impresso.

La seconda tipologia invece varia al variare della marca, ovvero ogni marca ha il suo o i suoi modelli di pennino, nelle immagini inserite si vedono chiaramente pennini Sheaffer, 88, Auretta, Montblanc, Parker, Radius, Comet etc...
Per intenderci, il pennino Sheaffer monta soltanto sulla Sheaffer e seppur prodotto dalla Comit è totalmente diverso dalla produzione standard della medesima, stesso discorso per i Montblanc, 88, Auretta, Parker etc...

A conti fatti, il pennino Omas non ha differenza alcuna ne tecnica ne estetica rispetto ai pennini Comit di produzione standard, esattamente come non vi è differenza alcuna tra un Omas (o altri marchi) moderno e un Bock moderno di produzione standard.

Personalmente non credo di essere in grado di spiegarlo più semplicemente di così e onestamente confido nella speranza che, quanto scritto fin qui, venga compreso nel migliore dei modi.

In più intervistando persone che hanno intrattenuti rapporti con Omas oltre quaranti anni fa, non vi sono mai state in Omas strutture adibite alla produzione di pennini, mentre ad esempio in Aurora vi sono sempre state e continuano ad esserci.

Poi ovvio che ognuno è libero di pensare e credere ciò che vuole ma da parte mia vi è stato lo sforzo di portare documentazione tecnica, storica e fotografica.

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Online Giuseppe Tubi

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Re:Forse...
« Risposta #27 il: Maggio 30, 2014, 11:09:52 am »
Sarebbe interessante sapere negli anni d'oro della stilografica quali e quanti fossero gli altri produttori di pennini in Italia.

Offline Wallygator

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Re:Forse...
« Risposta #28 il: Maggio 30, 2014, 11:57:13 am »
Incidentalmente sull'argomento fabbricazione pennini mi sono imbattuto in questo video:

http://europeanfilmgateway.eu/nb/node/33/detail/Fabbricazione%20dei%20pennini%20Fabbricazione%20delle%20penne/video%3AMDg3MTRmMTUtZTdmNC00M2NhLWI0OWMtNWNiNGQzZWIxZTY0X1VtVndiM05wZEc5eWVWTmxjblpwWTJWU1pYTnZkWEpqWlhNdlVtVndiM05wZEc5eWVWTmxjblpwWTJWU1pYTnZkWEpqWlZSNWNHVT06OmF2Q3JlYXRpb24ubHVjZS5pdC9JTF9hdkNyZWF0aW9uX0lMMzAwMDA1MjEzNA%3D%3D/paging%3AdmlkZW8tMS0xNi1pbWFnZS0xLTE2LXNvdW5kLTEtMTYtcGVyc29uLTEtMTYtdGV4dC0xLTE2

una volta sulla pagina cliccate sul riquadrino in basso a destra


interessante vedere quanti passaggi prima di giungere al prodotto finito e quanto modeste fossero le precauzioni antiinfortunistiche all'epoca.....

Offline Massimo

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Re:Forse...
« Risposta #29 il: Maggio 30, 2014, 12:15:52 pm »
Interessantissimo, vedendo il video ho provato tanta nostalgia, peccato oggi si siano persi tanti mestieri.
I segreti della costruzione dei pennini fatti con tutti i crismi si è persa con le persone che li fabbricavano. :set2010027:

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