Autore Topic: Montblanc 146 "ricostruita"  (Letto 5993 volte)

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Offline maxpen2012

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Montblanc 146 "ricostruita"
« il: Maggio 14, 2014, 11:50:54 am »
Non sapevo dove mettere questo topic, la penna di cui voglio parlare non è su Ebay,
ho pensato di segnalare qui questa penna, per mostrare di cosa sono capaci ormai, anche
grazie ai nuovi macchinari a controllo elettronico, gli artigiani restauratori (e ricostruttori)
nel campo delle stilografiche antiche e di pregio.
In questo caso si tratta di una persona ben nota nel settore, e assolutamente corretta, che
ha fedelmente dichiarato nei minimi particolari le modalità del suo intervento...
Purtroppo altri personaggi non sono altrettanto onesti, e questo fa sì che ormai il mercato
delle penne d'epoca sia inquinato ed infestato da una quantitá di falsi tale, e oltretutto
di qualitá impeccabile, da impensierire seriamente  noi collezionisti di penne vintage...
Infatti chi di noi sarebbe stato in grado di distinguere questa splendida (e costosa) penna
da una originale dell'epoca?     Ve lo dico io,  nessuno...   Meditate, gente, meditate...
La penna è una Montblanc 146 green, e sta qui: www.penboard.de/shop/whatsnew     item40293




Online Giuseppe Tubi

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #1 il: Maggio 14, 2014, 12:00:27 pm »
Applausi a Tom.

Offline Massimo

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #2 il: Maggio 14, 2014, 12:07:14 pm »
Oramai siamo in balia dei falsari, come giustamente ha detto Max non è più possibile riconoscere l'originale, si deve solo andare a fiducia e sapere chi te la vende.

Offline maxpen2012

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #3 il: Maggio 14, 2014, 12:15:44 pm »
Oramai siamo in balia dei falsari, come giustamente ha detto Max non è più possibile riconoscere l'originale, si deve solo andare a fiducia e sapere chi te la vende.

Va però detto che questi interventi non sono poi alla portata di tutti ( in questo caso non
si tratta di Tom, Tubi,  ma di un suo sodale altrettanto valente ) e che comunque sono
economicamente convenienti solo per penne di un certo livello...

Online Giuseppe Tubi

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #4 il: Maggio 14, 2014, 12:23:15 pm »
Oramai siamo in balia dei falsari, come giustamente ha detto Max non è più possibile riconoscere l'originale, si deve solo andare a fiducia e sapere chi te la vende.

Va però detto che questi interventi non sono poi alla portata di tutti ( in questo caso non
si tratta di Tom, Tubi,  ma di un suo sodale altrettanto valente ) e che comunque sono
economicamente convenienti solo per penne di un certo livello...
Allora applausi al sodale.
Ma anche a Tom, che li merita a prescindere.

Offline Massimo

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #5 il: Maggio 14, 2014, 12:26:38 pm »
Purtroppo non conosco Tom, spero ad Ottobre a Torino di avere il piacere ed insieme a lui altri amici del forum.

Online turin-pens

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #6 il: Maggio 14, 2014, 17:42:10 pm »
Personalmente, a livello teorico non ci trovo nulla di strano, a livello pratico mmmmmm sono dubbioso non tanto perché è stato fatto e chi lo ha fatto ma perché è assolutamente impossibile dare una valutazione corretta sulla qualità del lavoro, specialmente con immagini di quella qualità che seppur buone, non sono tali da poter osservare tutti quei micro dettagli utili per capire se la ricostruzione è tale da poter essere valutata come una eccellente ricostruzione o falso.

Anche sulla parola falso, come ho accennato in passato, avrei qualche perplessità nell'utilizzarla. Per me falso è ciò che avendo delle differenze più o meno sostanziali dall'originale, viene spacciato per tale. In questo caso è tutto dichiarato, quindi non si tratta di falso ma di ricostruzione più o meno spinta dell'oggetto.

Oggetto che come scritto anche nel codice deontologico è un prodotto industriale realizzato in serie e fatto per essere riparato e sostituito in ogni sua parte, quindi anche un oggetto originale del periodo giunto fino a noi non ci da nessuna garanzia che sia originale al 100%, infatti non potremmo mai sapere se la penna xyz che ritroviamo ha oppure no ancora lo stesso pennino con cui uscì di fabbrica e così via discorrendo.

Offline Wallygator

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #7 il: Maggio 14, 2014, 18:20:54 pm »
In questo caso direi che più che un restauro é una ricostruzione ex novo; complimenti a chi l'ha eseguita e a chi la sta commerciando, poichè dichiara chiaramente tutti gli interventi effettuati....
Ci sarei caduto come un pollo, anche se non l'avrei acquistata in quanto non alla mia portata finanziaria... ...

Offline maxpen2012

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #8 il: Maggio 14, 2014, 19:32:57 pm »
Personalmente, a livello teorico non ci trovo nulla di strano, a livello pratico mmmmmm sono dubbioso non tanto perché è stato fatto e chi lo ha fatto ma perché è assolutamente impossibile dare una valutazione corretta sulla qualità del lavoro, specialmente con immagini di quella qualità che seppur buone, non sono tali da poter osservare tutti quei micro dettagli utili per capire se la ricostruzione è tale da poter essere valutata come una eccellente ricostruzione o falso.

Anche sulla parola falso, come ho accennato in passato, avrei qualche perplessità nell'utilizzarla. Per me falso è ciò che avendo delle differenze più o meno sostanziali dall'originale, viene spacciato per tale. In questo caso è tutto dichiarato, quindi non si tratta di falso ma di ricostruzione più o meno spinta dell'oggetto.

Oggetto che come scritto anche nel codice deontologico è un prodotto industriale realizzato in serie e fatto per essere riparato e sostituito in ogni sua parte, quindi anche un oggetto originale del periodo giunto fino a noi non ci da nessuna garanzia che sia originale al 100%, infatti non potremmo mai sapere se la penna xyz che ritroviamo ha oppure no ancora lo stesso pennino con cui uscì di fabbrica e così via discorrendo.

Quel che volevo esprimere segnalando questo splendido ed insolito lavoro non è tanto lo
stupore e l'ammirazione per tanta capacità tecnica, ma piuttosto la mia preoccupazione
come collezionista di penne antiche per il futuro di questa nostra passione...
Mi spiego, se siamo arrivati, grazie anche alle attrezzature odierne ad un tale livello
di perfezione nella riproducibilitá tecnica, questo significa che qualsiasi stilografica,
anche la più rara e preziosa può essere ricreata ex novo, avendone le capacitá e
disponendo dei materiali adatti, come ebanite e celluloidi d'epoca...
Certo non è impresa da tutti, ma se il gioco valesse la candela qualcuno prima o poi
fatalmente finirá per farlo, e questo non è un pensiero consolante per noi collezionisti...
Comunque ho giá visto parti di penne importanti rifatte,e non dichiarate, come cappucci,corpi
e anche "stelle" Montblanc in caseina perfettamente riprodotte, anche con materiali
antichi, e se si può rifare una parte certo si può rifare anche il tutto, e prima o poi
qualcuno, per ora magari tra quelli che non conosciamo, cederá alla tentazione ( se non è giá
successo, e secondo me sta giá succedendo, ho buone ragioni per pensarlo, purtroppo...)
Ora non vorrei però farla tanto tragica, il fenomeno è sicuramente ancora raro e limitato
a penne eccezionali, e comunque la maggior parte di coloro che sono capaci di simili
exploits tecnici sono anche persone perbene, e appassionati collezionisti, che non farebbero
mai cose simili...          ::) ::)  ;) ;D



Offline roberto v

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #9 il: Maggio 14, 2014, 21:09:40 pm »
Max,

temo che le tue preoccupazioni siano ben fondate.

Secondo me il fenomeno è ben più esteso di quanto non si creda e soprattutto non credere che ci si arrivi adesso con le macchine a controllo numerico….

I bravi artigiani dalle mani d'oro sono sempre esistiti  :set2010036:

Online Giuseppe Tubi

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #10 il: Maggio 14, 2014, 23:07:38 pm »
Secondo me la questione è una di quelle sulla quale vale la pena di spendere qualche parola, con la necessaria premessa che c'è una grande soggettività sul come intendere le cose.
In primo sono personalmente convinto che produrre un falso partendo da zero, sia un'impresa tutt'altro che facile e che comporti "spese d'impianto" tutt'altro che irrilevanti. Non dico che il gioco non varrebbe la candela, ma se ne dovrebbero vendere veramente grosse quantità. Alcuni problemi poi non so proprio come potrebbero essere affrontati, emblematico quello del pennino, di simile entità quello del fermaglio.
Esistono è vero casi che semplificano molto i problemi: se qualcuno intendesse a fabbricare delle Duofold mandarine dovrebbe in buona sostanza produrre dolo corpo e cappuccio, potendo contare sull'approvvigionamento delle restanti parti, originali, a prezzi decisamente contenuti.
In pratica, trovato il materiale, risolto il problema del marchio basterebbe disporre dell'attrezzatura e dell'abilità necessaria per portare a termine la missione.
Credo pero che quello della Duofold sia un caso abbastanza unico: difficile trovarne altri dove il colore è una discriminante di così grande rilievo.
Credo che i casi più frequenti di falso siano riconducibili alla tipologia nella quale si è imbattuto Max con l'acquisto di una sedicente Omas stile Duofold jade green che per la presenza della vecchia scritta non completamente asportata si è rilevata essere... proprio una Duofold jade green!
Nella circostanza il lavoro è stato enormemente semplificato dal poter disporre di una penna di partenza del tutto analoga a quella obiettivo.
Si apre poi l'infido capitolo di penne "false" che hanno come base la stessa penna "vera".
Prendiamo in esame il caso della penna che ha fornito lo spunto per questo post: sgombrato il campo sul fine truffaldino, stante la correttezza del venditore che ha dichiarato senza mezzi termini la storia della penna proposta, è opportuno porsi qualche domanda ipotizzando differenti casi:
- ipotesi 1: la penna era originariamente nera e le è stato confezionato un nuovo vestito. In questo caso personalmente mi sentirei di parlare di "falsificazione";
- ipotesi 2: la penna era originariamente così, ma cappuccio o corpo oppure entrambi avevano danni irreparabili e sono stati rifatti.
E qui ci s'ingarbuglia nella classica lana caprina perché il confine tra falso e restauro si fa sfumato ed anche soggettivo nell'intendersi.
Domanda: se in un comò stile impero una colonnina ed un paio di cassetti devastati dai tarli fossero stati rifatti perfettamente, utilizzando un legno identico e le stesse tecniche costruttive, in modo che le parti sostituite risultano totalmente indistinguibili dal resto. Appendendo la cosa, lo considerereste falso? Rinuncereste sdegnati all'acquisto?
Personalmente direi di no. E sono anche un po' in dubbio se vorrei saperlo o meno.

Offline roberto v

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #11 il: Maggio 14, 2014, 23:17:48 pm »
Si ma pensa per esempio alle Aurora Etiopia.

Ora, partendo da una barra di celluloide di colore opportuno, non è difficile che un artigiano la "replichi", magari di celluloide colorata. Basta poi trovare un pennino 2 1/2, la clip e la banda grecata e sei già a buon punto. La cosa un po' più difficile è riprodurre l'aquila, ma se pensi alle cifre di migliaia di Euro che penne simili possono spuntare, ecco che l'investimento nella realizzazione di una matrice risulta remunerativo.

Poi magari di penne ne fai quattro o cinque, le smerci con oculatezza a clienti che vogliono la penna "unica" e ti sei sistemato!

Se lo fanno con i Rolex, ti pare non lo facciano con le penne, che tecnicamente sono ben più semplici da realizzare?

E riguardo al cassettone: sì che lo vorrei sapere, e certo lo vorrei pagare meno che uno con tutti i cassetti originali, ti pare?



Offline Wallygator

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #12 il: Maggio 14, 2014, 23:35:26 pm »
Il problema, dal mio punto di vista, é limitato alle penne di gran carisma e quotazione; altrimenti ore di lavoro al tornio (anche se non necessariamente a controllo numerico) lucidatura, finiture ecc.. come potrebbero essere ripagate e restituire poi un tornaconto economico? Nel caso di specie le cose possono essere state semplificate dall'utilizzo di pezzi originali, ma anche questi hanno un costo....quindi un'operazione del genere dovrebbe essere antieconomica per penne della quotazione fino a  5/600 Euro e magari anche oltre... altra fattispecie può essere quella che l'oggetto in questione venga anche/soprattutto usato come veicolo pubblicitario per un buon artigiano del settore, che in questo caso pur lavorando con utili risicati sul pezzo in questione, si crea un mercato per interventi più modesti, ma sufficientemente remunerativi.... il mondo della moda insegna

Online Giuseppe Tubi

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #13 il: Maggio 14, 2014, 23:36:47 pm »
Si ma pensa per esempio alle Aurora Etiopia.

Ora, partendo da una barra di celluloide di colore opportuno, non è difficile che un artigiano la "replichi", magari di celluloide colorata. Basta poi trovare un pennino 2 1/2, la clip e la banda grecata e sei già a buon punto. La cosa un po' più difficile è riprodurre l'aquila, ma se pensi alle cifre di migliaia di Euro che penne simili possono spuntare, ecco che l'investimento nella realizzazione di una matrice risulta remunerativo.

Poi magari di penne ne fai quattro o cinque, le smerci con oculatezza a clienti che vogliono la penna "unica" e ti sei sistemato!

Se lo fanno con i Rolex, ti pare non lo facciano con le penne, che tecnicamente sono ben più semplici da realizzare?

E riguardo al cassettone: sì che lo vorrei sapere, e certo lo vorrei pagare meno che uno con tutti i cassetti originali, ti pare?
Quello dell'Etiopia è forse uno dei casi più favorevoli. Anche se non poi così semplici.
Pensa al puntale, col marchio "Aurora Torino" nell'elissoide impresso su una superficie curva.... Mica facile.
La falsificazione (sempre più raffinata) dei Rolex dimostra che farlo è possibile; ma il fatto che siano prodotti essenzialmente in Cina, dove la mano d'opera ha un costo bassissimo, e che ne facciano milioni di pezzi ha pure un suo significato nel farci comprendere le condizioni necessarie affinché la cosa diventi remunerativa.
Sul cassettone non sono molto convinto: se il restauratore per fare un lavoro a regola d'arte ha dovuto procurarsi l'essenza giusta, d'epoca perché fosse identica a quella d'origine aggiungendo poi metterci dosi massicce di professionalità e mano d'opera, il prezzo non può essere molto più basso rispetto ad uno etichettabile come "originale" a tutti gli effetti.

Offline Massimo

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Re:Montblanc 146 "ricostruita"
« Risposta #14 il: Maggio 15, 2014, 08:41:47 am »
Come ha detto Riccardo e Tubi  una penna che ha avuto  lavoro del genere, fino a che punto è un falso, poi non so fino a che punto conviene economicamente.
Finchè non faranno i falsi d'epoca in Cina su larga scala  ricreando  per prima cosa  i materiali originali possiamo stare tranquilli.................o no?

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