Autore Topic: Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01  (Letto 2618 volte)

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Online turin-pens

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Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
« il: Novembre 03, 2013, 17:19:05 pm »
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  • Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01



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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #1 il: Dicembre 07, 2013, 19:31:20 pm »
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  • Con l'avvento del digitale parlare fotografia è diventato uno degli argomenti più interessanti e certamente più attivi e dinamici della rete. Merito certamente del digitale che ha contaminato e rivoluzionato praticamente ogni settore della fotografia compreso quello della fotografia grande formato.

    Chi è appassionato sa bene che il grande formato è quanto di meglio possa esistere in termini di morbidezza, scala tonale e soprattutto controllo e correzione dell'immagine che realizzata nel modo opportuno sarà virtualmente priva di distorsioni.

    Per ottenere questa estrema correzione però non basta soltanto un fotogramma di grandi dimensioni come ad esempio il formato 4x5 pollici oppure 8x10 pollici ma servono anche gli strumenti corretti.

    Senza addentrarci troppo nel dettaglio possiamo dire che (escludendo attualmente il discorso obiettivi che affronteremo successivamente) i due strumenti principali sono il banco ottico e le "campagnole" più comunemente conosciute come folding e che devono la loro fama grazie a nomi del calibro di Ansel Adams, Edward Weston, Walker Evans etc...

    La differenza sostanziale tra banco ottico e folding risiede nella struttura rigida nel primo caso, ripiegabile trasportabile la seconda. I banchi ottici sono realizzati quasi esclusivamente in metallo e alluminio, mentre le folding sono principalmente realizzate in legno.

    Ecco due immagini di esempio prese direttamente da Google immagini.

    banco ottico

    [ Attachment Invalid Or Does Not Exist ]

    folding

    [ Attachment Invalid Or Does Not Exist ]

    Sia il banco ottico che le folding sono prodotti principalmente in tre formati standard: 4x5 pollici, 5x7 pollici, 8x10 pollici.
    Le misure in pollici indicano la dimensione della pellicola rigorosamente in fogli e non in rullino o pizze, quindi un foglio per ogni fotografia.

    Si comprende subito che allo stato attuale non esistono sensori digitali di tali dimensioni e che i più grandi prodotti a livello commerciale (escludendo i sensori sperimentali e scientifici) non arrivano nemmeno a coprire completamente il medio formato 6x4,5cm.

    Il sensore standard attualmente più diffuso in commercio è il formato APS-C grande all'incirca la metà del classico formato 24x36mm

    Verrebbe dunque da pensare che il grande formato sarebbe fuori dalla rivoluzione digitale e in teoria sarebbe così ma con un po' di ingegno, pazzia e sperimentazione, qualcosa si può fare.

    Prima però spieghiamo rapidamente che cos'è il banco ottico.

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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #2 il: Dicembre 07, 2013, 19:59:20 pm »
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  • Per gli appassionati di fotografia il banco ottico è fonte di estrema gioia e divertimento ma anche fonte di estrema insoddisfazione a causa della sua iniziale complessità di funzionamento, questo perché il banco ottico (ed anche le folding) permettono al fotografo l'applicazione della regola (definita anche condizione) di Scheimpflug.

    Per applicare tale regola nel modo corretto, sia il banco ottico che le folding hanno la necessità di avere parte dei propri corpi mobili.

    Per non tediarvi troppo vi invito a leggere le basi di questa regola in rete. Consapevole che poche immagini talvolta valgono più di mille parole, ne inserisco alcune in cui mostro il mio banco ottico nudo.

    Il banco ottico è sostanzialmente composto da una struttura centrale su cui sono montate e scorrono il corpo anteriore e il corpo posteriore chiamati standarta anteriore e standarta posteriore, le quali a loro volta alloggeranno l'ottica e il porta lastra.
    Basculando e decentrando le due standarte si applicano le correzioni necessarie per applicare la Regola di Scheimpflug con l'obbiettivo ultimo di ottenere una fotografia virtualmente corretta.

    Ecco alcune immagini che mostrano il mio banco ottico nudo e via via "armato".

    La prima immagine mostra il banco ottico nudo senza soffietto, mentre la seconda immagine mostra il banco ottico sempre senza soffietto ma con la standarta anteriore e posteriore decentrate e basculate.

    La terza e la quarta immagine invece mostrano il banco ottico prima col soffietto classico montato e poi col soffietto morbido detto anche soffietto grandangolare in quanto normalmente come fa supporre il nome si utilizza con le ottiche grandangolari.

    Come si può osservare, i movimenti di decentraggio e basculaggio delle due standarte sono limitati esclusivamente dal tipo di soffietto che si utilizza.


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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #3 il: Dicembre 07, 2013, 20:22:06 pm »
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  • A questo punto il banco ottico è montato e pronto all'uso ma mancano ancora due cose molto importanti ovvero la scelta dell'obiettivo corretto e la conversione del banco ottico ottico per poter lavorare in digitale.

    La conversione del banco ottico da strumento a pellicola a strumento digitale, ci permette anche di rompere la tradizione dei formati e di andare oltre i classici 4x5 pollici o altri formati.
    Ad esempio utilizzando nel modo corretto i basculaggi e decentramenti disponibili per applicare la Regola di Scheimpflug, insieme al cerchio di copertura delle ottiche, è possibile con un banco ottico 4x5 pollici ottenere addirittura fotografie dal formato panoramico ultra wide 8x20 pollici e oltre.

    Io personalmente utilizzo tre obiettivi:

    Nikkor 105mm Serie W

    Nikkor 450mm Serie M

    Nikkor 210mm Serie AM - ED

    Questi tre obiettivi hanno caratteristiche e cerchi di copertura completamente diversi. Il primo ovvero il 105mm serie W lo utilizzo esclusivamente con la pellicola e sul formato 4x5 pollici copre un campo di circa 84° quindi rientra nella categoria dei grandangoli da qui la sigla W "wide".

    Il 450mm è un obiettivo quasi mostruoso poiché copre un campo esagerato non propriamente nato per il formato 4x5 pollici ma per formati ultra grandi con diagonali di quasi 500mm
    Utilizzato sul baco ottico 4x5 pollici permette di ottenere altissimi rapporti di riproduzione e in digitale di ottenere fotografie super panoramiche con un livello di dettaglio elevatissimo.

    Il 210mm e l'obiettivo che più utilizzo utilizzo sul banco ottico in digitale. E' un obiettivo raro realizzato in pochi esemplari e che ha pochi equivalenti nel mondo del grande formato. Sui diretti concorrenti sono stati realizzati soltanto da nomi del calibro si Schneider Kreuznach e Rodenstock nomi di assoluta eccellenza nel mondo della fotografia in grande formato.
    La sua particolarità è  inscritta nel suo nome completo Nikkor 210 AM ED dove AM è la contrazione di Apo-Macro ed ED indica la presenza nel suo schema ottico simmetrico di uno  più elementi in vetro ottico Extra-Low Dispersion (ovvero Vetro a Bassisima Dispersione). Questo significa che i tre colori principali dello spettro luminoso raggiungono il fuoco nello stesso punto rendendo l'ottica in questione Apocromatica da qui il termine Apo, mentre il termine Macro identifica l'ottica come ideata per lavorare a distanza ravvicinata e alti rapporti di riproduzione.In aggiunta a tutto questo, come già accennato c'è da considerare lo schema ottico simmetrico pensato per restituire una immagine perfetta.
    In pratica lo schema ottico simmetrico è composto da due gruppi ottici identici montati contrapposti  (da qui anche la bella forma a clessidra di questo obiettivo).
    I due schemi ottici così assemblati, lavorano in modo tale che le eventuali aberrazioni introdotte dal primo gruppo sono eliminate dal secondo rendendo l'immagine perfetta.
    Al massimo rapporto di riproduzione copre abbondantemente il formato 11x24 pollici.

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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #4 il: Dicembre 07, 2013, 23:11:26 pm »
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  • Giunti a questo punto, forse e penso giustamente vi stareste chiedendo in che modo tutto questo può essere utile ad un collezionista di penne stilografiche.
    Sarò franco e in tutta onestà quasi nulla, per chi come me è amante della fotografia e della sperimentazione fotografica questo è un bel gioco, il mio hobby preferito, nato inizialmente come semplice curiosità e perfezionato nel corso del tempo, sostituendo varie volte il banco ottico, gli obiettivi e ovviamente la macchina fotografica digitale da accoppiare al sistema.

    Da iniziale curiosità applicata ai panorami, nel corso del tempo ho trovato modo di adattare tale sistema per fotografare set da scrivania, cataloghi, pieghevoli e molto altro ad altissima risoluzione e priva di distorsioni senza un massiccio intervento di post produzione.

    La configurazione base più recente prevede l'utilizzo di un banco ottico Toyo GX Yaw Free 4x5 pollici con obiettivo Nikkor 210mm AM ED f5.6, soffietto grandangolare, paraluce a soffietto, Sony Nex 5 come sistema digitale, in sostituzione delle reflex Nikon D50 e D7000, con conseguente risparmio di peso e ingombri sulla standarta posteriore.

    Molti appassionati di fotografia o semplici curiosi, sapranno che esistono altri sistemi e ben più automatizzati e leggeri per realizzare immagini ad alta risoluzione, profondità di campo, gamma cromatica etc... ebbene questo è vero ma vi sono alcune differenze sostanziali.

    Ad esempio gli altri sistemi utilizzati per realizzare immagini ad alta risoluzione funzionano muovendo il sistema su porzioni sferiche introducendo in ogni fotogramma un certo grado di distorsione che poi sarà corretto in post produzione dall'intervento del software.

    Utilizzando il banco ottico invece i movimenti avvengono sempre lungo gli assi cartesiani X, Y, per cui tra un fotogramma e l'altro non viene introdotta nessuna distorsione e il software interverrà soltanto per unire i vari fotogrammi.

    Utilizzando il bando ottico l'estensione della profondità di campo e della zona a fuoco avviene in modo naturale agendo direttamente sulla regolazione delle standarte.
    Invece nei sistemi automatici come i focus stacker etc... l'estensione della profondità di campo avviene in modo artificiale variando in sequenza il punto di messa a fuoco e correggendo poi via software le varie zone fuori fuoco dei singoli scatti.

    Anche le distorsioni sono corrette a monte direttamente col banco ottico e non successivamente via software.

    La conseguenza di tutto questo e che il fattore umano è fondamentale mentre l'intervento software è ridotto al minimo con grande giovamento per la definizione e risoluzione finale dell'immagine.

    Ecco alcune fotografie del banco ottico "digitale" armato e pronto per fotografare.

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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #5 il: Dicembre 07, 2013, 23:40:56 pm »
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  • Ecco alcune immagini realizzate (un po' per gioco e un po' per curiosità) con la penultima configurazione di questo sistema e che nel corso nel tempo ho inserito qua e la nel forum.

    La prima immagine di questo set da scrivania Zemax

    [ Attachment Invalid Or Does Not Exist ]

    http://www.pennamania.it/forum/index.php?topic=3152.0

    La prima immagine di questo set da scrivania Omas Suite

    [ Attachment Invalid Or Does Not Exist ]

    http://www.pennamania.it/forum/index.php?topic=3151.0

    La prima immagine di questo set da scrivania Columbus 104

    [ Attachment Invalid Or Does Not Exist ]

    http://www.pennamania.it/forum/index.php?topic=2320.0

    Le immagini originali sono al altissima risoluzione e superano abbondantemente i 300mpx potendo essere riprodotte su supporti fotografici oltre i 300dpi che superano abbondantemente i tre metri di lunghezza senza perdita di qualità con una gamma cromatica elevatissima ed una profondità di campo talmente elevata da avere tutto il soggetto perfettamente a fuoco.

    Le immagini sopra indicate e che da tempo ho inserito sul forum sono in formato ridottissimo e compresse per cui per quando buone, mostrano un decadimento qualitativo abbastanza elevato.
    Purtroppo però attualmente non vi è modo di inserire immagini a tale risoluzione sul forum.

    L'ultimo esempio realizzato con questo sistema sono le due gigantografie Aurora Topolino esposte durante il Turin Penshow.
    Stampate a 300dpi su supporti fotografici lunghi due metri per un metro e quaranta senza perdita di qualità, sono la rappresentazione ridotta dei file originali i quali avendo una risoluzione superiore al miliardo di pixel l'uno (si avete letto bene) potrebbero essere stampati lunghi oltre otto metri e alti tre metri senza la minima perdita di qualità.

    Chi ha avuto modo di osservare queste due riproduzioni dal vivo, avrà sicuramente constatato non soltanto l'assenza assoluta di grana o retino tipografico ma anche l'assoluta geometria delle riproduzioni e la gamma cromatica elevata e identica all'originale.

    Purtroppo non ho modo di allegare immagini di tali dimensioni e nemmeno di inserire allegati ridotti e compressi utili per poter apprezzare un così fine livello di dettaglio.

    Questo sistema ha tre grossi limiti entrambi di carattere pratico.

    Il primo è legato all'attuale dimensione media dei sensori digitali che essendo di dimensioni piuttosto ridotte, non permettono di avere una visione completa dell'immagine durante la fare di ripresa. Infatti uno dei vantaggi del grande formato è che l'immagine riprodotta sul vetro smerigliato ha le stesse dimensioni del fotogramma e di conseguenza del negativo.
    Operando con questo sistema invece, si avrà ogni volta la visione di una piccolissima porzione grande quando il sensore digitale. In sostanza è come osservare la cappella sistina dal buco di una serratura per poi ricostruirla pezzo per pezzo... una bella sfida (almeno per me).

    Il secondo limite e che le sue enormi potenzialità si apprezzano realmente soltanto quando le immagini stampate sono di dimensioni enormi. In questo modo il dettaglio estremo, l'assenza di distorsioni e l'enorme gamma tonale si possono apprezzare pienamente, mentre ogni riduzione di dimensioni e compressione danneggiano il risultato finale, rendendo la visualizzazione via web poco o per nulla appagante.

    Il terzo limite e che bisogna armarsi di coraggio e pazienza perché molte componenti vanno necessariamente auto costruite.

    In conclusione allego alcuni ulteriori dettagli delle parti mobili del banco ottico.

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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #6 il: Dicembre 08, 2013, 18:27:48 pm »
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  • Ecco alcuni singoli scatti per mostrare quale porzione del soggetto è mediamente inquadrato in ogni singolo fotogramma dal sistema descritto.

    Questi scatti sono gli originali ma inseriti ridotti in risoluzione adatta per il web/forum.


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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #7 il: Dicembre 24, 2013, 12:24:11 pm »
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  • Per chi fosse interessato ecco descrizione e schema ottico dei vari obiettivi descritti, tratti direttamente da un catalogo Nikon Large Format Lens.

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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #8 il: Dicembre 24, 2013, 12:27:00 pm »
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  • Descrizione e schema ottico del Nikkor-W 105mm f5,6s

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    « Risposta #9 il: Dicembre 24, 2013, 12:29:37 pm »
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  • Descrizione e schema ottico del Nikkor-M 450mm f9

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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #10 il: Dicembre 24, 2013, 12:32:41 pm »
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  • Descrizione e schema ottico del Nikkor-AM ED 210mm f5,6

    Offline Giovanni Abrate

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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #11 il: Maggio 23, 2014, 02:59:51 am »
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  • Belle macchine e splendide foto. Io ho due macchine fotografiche Zone VI  4x5 pollici, di legno di ciliegio (credo), ma ormai fanno solo da soprammobili...purtroppo!

    Online Giuseppe Tubi

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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #12 il: Maggio 23, 2014, 09:31:01 am »
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  • .... Anche la mia Linhof Technika.

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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #13 il: Maggio 23, 2014, 09:42:53 am »
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  • Bellissima la Zone Vi 4x5" era una delle ammiraglie della fotografia in grande formato insieme alla Deardoff 4x5" e 8x10" usata da Ansel Adams.

    Personalmente ho sempre avuto una passione sfrenata per la Zone Vi 4x5" ma non ne ho mai acquistata avendo scelto poi la giapponese Toyo ma in versione banco ottico e non folding. di questa marca ero orientato verso il modello Robos ma poi c'è stata l'occasione di prendere un GX Yaw Free ad un prezzo stracciato e alla fine ho scelto questo.

    Oggi la Zone VI e la Deardoff sono un po' desuete e da top di gamma sono passate ad essere vecchi cimeli mentre ora le top di gamma sono Ebony, Lotus e in parte la cinese Shen Hao che ha in catalogo alcuni modelli davvero interessanti.

    Io però come folding in legno ho ripiegato su una "vecchia" Vageeswari 15x8.5" formato ultra panoramico con diagonale superiore ai 450mm

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    Re:Tecnica Fotografica - Heavy Industries - 01
    « Risposta #14 il: Maggio 24, 2014, 00:25:20 am »
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  • Questo è un Pentax Spotmeter V modificato Zone VI. La modifica in realtà è molto semplice e consiste semplicemente nell'aggiunta di un cartellino a ventaglio con la suddivisione del sistema zonale di Ansel Adams. La modifica della Zone VI era pensato soprattutto per il grande formato ma ancora oggi uno Spotmeter così modificato può risultare utile

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